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Generato un “topo lanoso” per riprodurre i mammut

(5 Marzo 2025)

Roma – Alcune nuove ricerche e esperimenti condotte dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania hanno suggerito la possibilità di ricreare i mammut lanosi, una sorta di roditore dal pelo ispido, mescolando mutazioni di mammut e topi in un singolo ceppo ed evitarne così l’estinzione come illustra un lavoro su Nature. I “topi lanosi”, secondo la definizione dei ricercatori che li hanno messi a punto, geneticamente modificati ospitano un mix di mutazioni modellate su quelle dei mammut lanosi (Mammuthus primigenius), nonché cambiamenti noti per alterare la crescita dei peli nei topi. L’obiettivo è quello di studiare il topo lanoso per arrivare a ingegnerizzare gli elefanti asiatici, i parenti viventi più prossimi del mammut, con modifiche genetiche caratterizzanti i mammut. Tuttavia alcuni esperti si chiedono se i topi lanosi rappresentino un reale progresso in tea di genetica dei mammut e di editing del genoma e ancore più per riportare in vita i mammut lanosi, vissuti circa 4.000 anni fa. “Siamo ben lontani dal creare un mammut o un ‘topo mammut'”, afferma Stephan Riesenberg, un ingegnere del genoma presso il Max Planck Institute. Nell’intento di progettare elefanti simili ai mammut, si stanno studiando le varianti genetiche che hanno contribuito alla definizione della specie dei mammut, come il pelo ispido, la tolleranza al freddo e le riserve di grasso in eccesso. Attualmente si stanno confrontando i genomi estratti dai resti di decine di mammut e da altri parenti viventi ed estinti delle creature, per identificare cambiamenti che alterano le proteine nel corso della linea evolutiva dei mammut. L’operazione è condotta utilizzando l’editing genetico per creare topi con mutazioni simili, ma nella maggior parte dei casi non identiche a quelle trovate nei mammut. Ad esempio sono state testate diverse mutazioni genetiche note per influenzare il pelo dei topi ma non trovate nei mammut. Inoltre, i diversi strumenti di editing genetico hanno consentito di creare topi con fino a otto alterazioni genetiche distribuite su sette geni diversi i quali tendevano ad avere peli lunghi e ispidi che, a causa di una mutazione nota per influenzare il colore dei peli nei topi, negli umani e nei mammut, erano di un tono fulvo anziché del solito grigio scuro. È stato poi osservato che topi con una modifica ispirata ai mammut a un gene coinvolto nel metabolismo dei grassi, non avevano un peso superiore ai topi con geneticamente modificati. Non sono ancora noti gli esiti delle mutazioni effettuate sulla salute a lungo termine, inclusa la fertilità e la propensione a sviluppare tumori. Tra gli obiettivi vi è anche testare la capacità a gestire il freddo e lo studio dello sviluppo del pelo.(30Science.com)

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