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Neanderthal e Sapiens hanno condiviso le sepolture

(11 Marzo 2025)

Roma –  L’uomo di Neanderthal e l’Homo sapiens nel medio Paleolitico medio del Levante (Medio Oriente) non solo avrebbero vissuto nella stessa epoca ma potrebbero avere condiviso tecnologia, stili di vita e perfino pratiche funerarie formali e l’uso simbolico dell’ocra per la decorazione delle suppellettili, secondo una ricerca, la prima del suo genere, sviluppata dall’Università Ebraica di Gerusalemme e dall’Università di Tel Aviv, pubblicata su Nature Human Behaviour. Alcuni studi condotti nella grotta di Tinshemet, nel centro di Israele, in cui sono stati rilevati reperti archeologici nuovi sembrano dimostrare una stretta interrelazione tra l’uomo di Neanderthal e gli Homo sapiens nel medio Paleolitico medio del Levante. Queste relazioni avrebbero favorito lo scambio culturale, la complessità sociale e le innovazioni comportamentali, pertanto il Levante (Medio Oriente) sarebbe stato un crocevia cruciale nella prima fase della storia umana. Di particolare interesse sono stati i numerosi reperti archeologici e antropologici rinvenuti riguardanti le sepolture, le prime del Paleolitico medio, portati alla luce in oltre cinquant’anni di scavi e ancora in corso dal 2017. Con l’obiettivo di determinare se la natura delle relazioni tra Homo sapiens e Neanderthal nel medio Paleolitico medio del Levante fosse pacifica o competitiva per la padronanza e la ricerca di risorse, gli studiosi hanno analizzato i dati di quattro ambiti chiave nella vita di queste popolazioni: la produzione di utensili in pietra, le strategie di caccia, i comportamenti simbolici e la complessità sociale. Lo studio sosterebbe che diversi gruppi umani, tra cui Neanderthal, pre-Neanderthal e Homo sapiens, avrebbero avuto delle interazioni significative e che questi scambi abbiano facilitato la trasmissione di conoscenze, portando alla graduale omogeneizzazione culturale delle popolazioni. Ad esempio, le usanze funerarie formali pare abbiano fatto la loro prima comparsa circa 110.000 anni fa in Israele per la prima volta in tutto il mondo, probabilmente come risultato di maggiori interazioni sociali. Una scoperta sorprendente nella grotta di Tinshemet ha riguardato l’uso estensivo di pigmenti minerali, in particolare dell’ocra, che potrebbero essere stati utilizzati per la decorazione del corpo. Questa pratica potrebbe essere servita a definire identità sociali e distinzioni tra gruppi. L’accorpamento di sepolture umane nella grotta di Tinshemet potrebbe indicare che questo luogo era utilizzato come sito di sepoltura dedicato o come vero e proprio cimitero. Se questa ipotesi verrà confermata da ulteriori studi, ciò potrebbe suggerire la presenza di rituali condivisi e di forti legami comunitari, così come la collocazione all’interno delle fosse funerarie di particolari manufatti, come utensili in pietra, ossa di animali e pezzi di ocra, potrebbe attestare le prime credenze nell’aldilà. Lo studio sembra dunque suggerire Israele come un “melting pot” in cui diversi gruppi umani si incontravano, interagivano e si evolvevano insieme, avviando le innovazioni culturali e tecnologiche nel corso della storia. Inoltre, a metà del Paleolitico medio, i miglioramenti climatici avrebbero portato a un’espansione demografica e a un contatto più intenso tra diversi taxa di Homo, con interazioni dinamiche basate sia dalla cooperazione che dalla competizione. Le scoperte nella grotta di Tinshemet sembrano offrire nuove informazioni sulle strutture sociali, sui comportamenti simbolici e sulla vita quotidiana dei primi gruppi umani, rivelando sia un periodo di profonde trasformazioni demografiche e culturali, ma anche di una complessa rete di interazioni che ha plasmato il mondo dei nostri antenati.(30Science.com)

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