Valentina Arcovio

In Puglia creato primo ponte pedonale stampato in 3D

(14 Gennaio 2025)

Roma – Realizzato il primo ponte pedonale d’Italia stampato con la tecnologia 3D e creato con gli scarti delle lavorazioni lapidee. Il progetto è stato sviluppato al Politecnico di Bari, con la partecipazione della startup pugliese “B&Y” e l’azienda specializzata WASP. Il progetto, chiamato “da Vinci’s Bridge”, è stato dedicato al grande Maestro del Rinascimento, Leonardo che propose nel 1502 al Sultano di Istanbul, Bayezid II la costruzione di un colossale ponte (mai realizzato) sul Bosforo. Dopo oltre un anno è stato completato il prototipo. Per la sua costruzione è stata impiegata una malta a basso impatto ambientale composta da polveri lapidee di scarto e un legante a base di geocalce. “Questa soluzione capace di trasformare i residui di lavorazione in soluzioni sostenibili per la stampa 3D, ha dimostrato le potenzialità del riutilizzo dei materiali di scarto nel settore delle costruzioni e del design”, dichiara Giuseppe Fallacara, oggi ordinario di progettazione architettonica presso il Dipartimento di Architettura (Arcod) dello stesso ateneo e coordinatore del dottorato, “Progetto per il patrimonio: Conoscenza, Tradizione e Innovazione”. Con una luce di 7 m il “da Vinci’s Bridge”, rappresenta uno dei risultati più rilevanti finora raggiunti per queste proporzioni e con questa tecnologia e colloca il Politecnico di Bari tra le poche università al mondo attive nel campo della stampa 3D applicata all’architettura, accanto a istituzioni come l’ETH di Zurigo, la Ball State University di Muncie (USA), l’Institute for Advanced Architecture of Catalonia di Barcellona e l’Eindhoven University of Technology. L’iniziativa, pubblico-privata, rappresenta un punto di partenza per ulteriori sviluppi. I prossimi passi includono la valutazione delle proprietà meccaniche dei materiali utilizzati e il perfezionamento del processo di stampa. Questi risultati potrebbero aprire la strada a nuove applicazioni nel settore architettonico, promuovendo una visione più sostenibile e tecnologicamente avanzata, coniugando l’antica disciplina della stereotomia e delle costruzioni archivoltate alla stampa 3D di grandi dimensioni. E intanto, l’eco della sua inaugurazione non si è fatto attendere: il Comune di Valledolmo, in provincia di Palermo, ha manifestato interesse alla progettazione e realizzazione di un ponte similare stampato in 3D per il proprio contesto paesaggistico turistico. (30Science.com)

Valentina Arcovio