Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Guzzetti: risorsa acqua sempre meno garantita per clima

(21 Marzo 2025)

Roma – “Guardando ai dati a nostra disposizione, in particolare per il futuro prossimo del mondo, ci si rende conto che l’acqua rischia di essere una risorsa sempre meno utilizzabile per i bisogni dell’umanità”. Lo ha detto Fausto Guzzetti, accademico dei Lincei e già dirigente di ricerca presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), a commento dello stato del ciclo dell’acqua a livello globale in occasione della Giornata Mondiale di questa risorsa, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata ogni 22 marzo per ricordare a tutti l’importanza di una componente vitale del Pianeta e della nostra vita. “Il cambiamento climatico – ha continuato Guzzetti – l’uso eccessivo della risorsa e in alcune aree la diffusione dell’inquinamento stanno mettendo a repentaglio la disponibilità di acqua pura nel mondo. Se riflettiamo sull’immensa importanza di questa risorsa – non solo per la sopravvivenza umana ma anche per una serie di aspetti socio-economici della nostra esistenza che vanno dall’agricoltura al turismo – comprendiamo l’estrema gravità del problema”. “Prendiamo ad esempio le riserve d’acqua dei ghiacciai – ha spiegato lo studioso che ha anche partecipato ad un importante convegno dedicato dall’Accademia dei Lincei alla Giornata Mondiale dei Ghiacciai, il 21 marzo – si tratta di acqua tendenzialmente pura sulla quale abbiamo potuto contare fino ad ora per i nostri bisogni, e che garantiva un adeguato apporto idrico nei momenti dell’anno più torridi. Questa garanzia sta venendo meno a causa del riscaldamento globale. Solo sulle Alpi il volume dei ghiacciai si è ridotto del 40 per cento, e non c’è modo – anche se riuscissimo a tenere il il riscaldamento nei limiti di 1,5 gradi di riscaldamento – che questa fondamentale risorsa perduta venga resuperata”. “Si tratta, di un fenomeno più generale che sta cambiando non tanto le quantità totali d’acqua nel mondo – in particolare quella apportata dalle precipitazioni – ma la distribuzione dell’acqua stessa che ci arriva in modo concentrato ed estremo. Questo porta tanto il reticolo naturale che quello infrastrutturale a non poter assorbire i flussi e a non poterceli offrire quando ne abbiamo più bisogno”. Una condizione che rischia di minare soprattutto zone della terra colpite da condizioni di preesistente siccità e di degrado economico. “Regioni come l’India – conclude Guzzetti – o l’Africa subsahariana pagano e pagheranno un prezzo molto alto agli stravolgimenti del ciclo dell’acqua. Va però tenuto presente che l’imprevedibilitià di questi mutamenti a breve termine possono anche portare a situazioni paradossali, che vedono zone normalmente ricche d’acqua più colpite rispetto a zone più secche, come avvenuto tempo fa con il Nord e il Sud Italia. Quantificare le incertezze nelle stime rappresenta una delle grandi sfide nel nostro adattamento a questa nuova situazione, le cui dinamiche a lungo termine sono tendenzialmente chiare – e non certo positive – ma che a breve mettono la resilienza dei Paesi e spesso delle loro strtture emergenziali a dura prova e nella necessità di stare sempre allerta”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla