Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Prodotto per la prima volta “nylon” da batteri

(18 Marzo 2025)

Roma – Per la prima volta, i ricercatori hanno modificato geneticamente dei microbi per produrre una plastica resistente e flessibile, simile al nylon. È quanto emerge da uno studio guidato dall’ Istituto avanzato di scienza e tecnologia della Corea (KAIST) e pubblicato su Nature Chemical Biology. In passato i batteri sono stati utilizzati per generare poliesteri come i poliidrossialcanoati (PHA), ma le plastiche simili al nylon, come quelle utilizzate nella produzione di abbigliamento e scarpe, sono sempre risultate difficili da creare, fino ad ora. I batteri producono naturalmente polimeri per immagazzinare i nutrienti in periodi di scarsità, ma utilizzare i batteri per creare una plastica simile al nylon è una sfida perché non esistono enzimi naturali che creino questo tipo di polimero. Per risolvere questo problema, i ricercatori hanno modificato i geni che codificano gli enzimi di una serie di specie batteriche e li hanno inseriti come anelli di DNA chiamati plasmidi nell’Escherichia coli. Il prodotto finale è risultato essere una bioplastica chiamata poli(estere ammide), o PEA, che consiste principalmente di poliestere con alcuni legami ammidici simili al nylon. Il nylon è un polimero contenente legami ammidici al 100 per cento, quindi c’è ancora della strada da fare prima che i batteri riescano a imitarlo completamente. Tuttavia i test hanno rivelato che un tipo di PEA presentava proprietà fisiche, termiche e meccaniche – come resistenza e flessibilità – paragonabili a quelle del polietilene, una delle materie plastiche commerciali più ampiamente utilizzate anche nel settore del vestiario. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla