Roma – Grazie a due superfici formate da minuscole perle in plastica strofinate tra loro è stato possibile generare elettricità che potrebbe essere utilizzata per alimentare abiti smart che generano energia col movimento. È quanto emerge da uno studio guidato dalla Vrije Universiteit Brussel, e pubblicato su Small. I test con diversi tipi di perle hanno rivelato che le dimensioni e il materiale svolgono un ruolo cruciale. Le perle più grandi tendono ad acquisire una carica negativa, mentre quelle più piccole hanno maggiori probabilità di caricarsi positivamente. L’effetto più significativo si verifica con le perle di melammina-formaldeide (MF). Questo materiale ha una bassa elasticità, il che significa che è meno flessibile e migliore nel trattenere e trasferire la carica elettrica. I progressi ottenuti potrebbero consentire nuove applicazioni di raccolta di energia senza batterie o prese di corrente. Oppure potrebbero essere utilizzati per realizzare abiti che generano energia dal movimento o piccoli dispositivi che si alimentano senza necessità di una ricarica esterna. Il dott. Ignaas Jimidar, autore principale dello studio, spiega: “La nostra ricerca dimostra che piccoli cambiamenti nella selezione dei materiali possono portare a miglioramenti significativi nell’efficienza della generazione di energia. Ciò apre nuove possibilità per la generazione dell’elettricità nella vita di tutti i giorni, senza fare affidamento sulle fonti energetiche tradizionali”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Da piccole perle in plastica una nuova fonte di energia
(17 Marzo 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla