Roma – Prevedere i Niño Atlantici con mesi di preavviso così da preavvertire le comunità locali vulnerabili e metterle al riparo dagli effetti di questi eventi meteo. È quanto ottenuto da un team di ricercatori guidato dal Centro Euro-Mediterraneo Per I Cambiamenti Climatici Sede di Bologna e dall’ Università di Bergen, che ha pubblicato i propri risultati su Science Advances. Gli autori hanno sviluppato un modello di previsione basato sull’ apprendimento profondo, che può prevedere gli eventi Niño al largo della costa di Benguela, in Angola, con circa 3-4 mesi di anticipo. Questi eventi atmosferici, riscontrati soprattutto al largo della costa di Benguela, alterano gli ambienti oceanici e influenzano la variabilità climatica e atmosferica. I Niño atlantici sono variazioni della temperatura superficiale dell’oceano nell’Atlantico equatoriale orientale che derivano dalle interazioni aria-mare nell’Atlantico tropicale. Sono eventi assai difficili da prevedere con precisione a causa della complessità dei meccanismi sottostanti. Ad oggi, i ricercatori sono stati in grado di generare previsioni con un anticipo di 2 mesi al massimo. Per far fronte al problema, nel nuovo studio, i ricercatori hanno utilizzato una rete neurale convoluzionale. Hanno addestrato un modello basato su algoritmi di apprendimento profondo su dati dal 1900 al 1991 e hanno convalidato l’accuratezza del modello confrontando le sue previsioni con i risultati registrati dal dataset Ocean Reanalysis System 5 che copre il periodo dal 1995 al 2016. Il nuovo modello ha superato 8 sistemi di previsione all’avanguardia utilizzati dal Copernicus Climate Change Service dell’Unione Europea, producendo meno falsi allarmi. Inoltre, ha anticipato con successo gli eventi fino a 4 mesi prima in tutte le stagioni e fino a 5 mesi prima nelle stagioni di punta. Questo risultato – spiegano gli autori – “rappresenta un’opportunità per stabilire un sistema di allerta per le comunità vulnerabili”. (30Science.com)