Roma – L’uso globale di antibiotici per il bestiame potrebbe aumentare di quasi il 30 per cento entro il 2040 rispetto al 2019. Questo scoraggiante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati della Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). Il team, guidato da Alejandro Acosta, ha ottenuto una serie di informazioni sull’utilizzo di antibiotici. I risultati, commentano gli autori, evidenziano la necessità di sforzi globali coordinati nel settore del bestiame per ottenere riduzioni nell’uso di antibiotici. L’uso improprio ed eccessivo di antibiotici è stato associato all’emergere della resistenza a questi farmaci, che oggi rappresenta una delle principali minacce per la salute globale. Gli scienziati hanno preso in considerazione diversi scenari in cui i livelli di biomassa del bestiame e l’intensità dell’uso di antibiotici variavano rispetto alle ipotesi secondo cui in cui la biomassa del bestiame e l’intensità dell’uso di antibiotici seguono le tendenze attuali. Il modello suggerisce che in questo secondo caso la quantità di uso di antibiotici potrebbe aumentare a oltre 143 mila tonnellate USA all’anno entro il 2040, un incremento del 29,5 per cento rispetto alla baseline del 2019. Tuttavia, le proiezioni che utilizzano scenari alternativi suggeriscono che moderate riduzioni nell’intensità dell’uso di antibiotici (diminuzione del 30 per cento) possono compensare gli aumenti nella quantità di uso di antibiotici se combinate con una riduzione della biomassa totale del bestiame, ottenuta attraverso miglioramenti della produttività. Lo scenario di riduzione più significativo è stato individuato quando l’intensità dell’uso di antibiotici è stata ridotta del 50 per cento. Secondo le stime, riportano gli autori, questi approcci porterebbero a un calo del 57 per cento nella quantità di antimicrobici utilizzati nel settore. Lo studio evidenzia grandi disparità regionali nell’uso previsto di antibiotici, sottolineando la necessità di sforzi globali unificati nella gestione della biomassa del bestiame e nella riduzione dell’intensità dell’uso di antibiotici. In particolare, precisano gli studiosi, Asia e Pacifico rimarranno i maggiori contributori, rappresentando il 65 per cento del budget totale. Le regioni che sperimentano la crescita più elevata nella quantità di uso di antimicrobici sono anche destinate a svolgere un ruolo fondamentale nel soddisfare la crescente domanda globale di alimenti di origine animale, guidata dalla crescita della popolazione e dall’aumento dei redditi. Gli scienziati precisano poi che l’accuratezza di queste proiezioni è limitata da lacune migliorare le stime e consentire il monitoraggio verso gli obiettivi di utilizzo ridotto degli antibiotici.(30Science.com)

Valentina Di Paola
Si prevede un aumento degli antibiotici nel bestiame
(1 Aprile 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).