Roma – Le forze fisiche sembrano aver favorito l’evoluzione della multicellularità, offrendo nuove prospettive sulla transizione da organismi unicellulari a multicellulari. Lo rivela uno studio condotto presso il Marine Biological Laboratory, MBL, pubblicato sulla rivista Nature Physics. Lo studio esplora il ruolo delle forze fisiche nell’evoluzione della vita multicellulare, utilizzando come modello l’organismo unicellulare Stentor coeruleus. Questo protista gigante forma colonie dinamiche che aumentano la loro capacità di catturare prede grazie alla cooperazione tra cellule.
La transizione da organismi unicellulari a multicellulari è un evento cruciale nella storia evolutiva della vita sulla Terra. Tuttavia, le ragioni e i meccanismi che hanno portato a questa transizione rimangono in gran parte sconosciuti. La ricerca propone una nuova prospettiva su questo processo, focalizzandosi sul ruolo delle forze fisiche nell’evoluzione della vita multicellulare attraverso lo studio di Stentor coeruleus, un protista unicellulare che forma colonie dinamiche in laboratorio. Gli scienziati hanno quantificato i flussi di fluido generati da questi organismi, sia individualmente che in colonia, e hanno osservato che due Stentor adiacenti possono raddoppiare la portata d’acqua nelle loro bocche rispetto alla loro capacità individuale. Questo aumento della portata consente loro di catturare più prede e prede che nuotano più velocemente. I risultati mostrano che le colonie di Stentor beneficiano della cooperazione, ma i benefici nutrizionali non sono ugualmente distribuiti tra gli individui.
Lo Stentor più debole trae maggior vantaggio dall’essere in colonia rispetto a quello più forte. Inoltre, le colonie mostrano un comportamento “promiscuo”, dove gli individui continuano a cambiare partner confinanti, ottimizzando così i flussi di alimentazione per tutti i membri della colonia. Lo studio suggerisce che le forze fisiche, come quelle coinvolte nella dinamica dei fluidi, possano aver giocato un ruolo cruciale nell’evoluzione della vita multicellulare. La capacità di formare colonie dinamiche e cooperare per aumentare l’efficienza alimentare potrebbe aver fornito un vantaggio selettivo agli organismi unicellulari, favorendo la transizione verso la multicellularità. Tuttavia, le colonie di Stentor sono effimere e si disperdono quando le risorse diventano scarse, suggerendo che la cooperazione è condizionata dalla disponibilità di risorse. La ricerca offre nuove prospettive sull’evoluzione della vita multicellulare, evidenziando il ruolo delle forze fisiche nella cooperazione tra cellule. I risultati suggeriscono che la capacità di formare colonie dinamiche e cooperare per aumentare l’efficienza alimentare potrebbe essere stata un passo importante nella transizione da organismi unicellulari a multicellulari. (30Science.com)