Roma – Lo scioglimento delle calotte glaciali sta rallentando la Corrente Circumpolare Antartica (ACC), la corrente oceanica più forte del mondo. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’ Università di Melbourne e dal NORCE Norway Research Centre, e pubblicato su Environmental Research Letters. Gli autori, Bishakhdatta Gayen, Taimoor Sohail e Andreas Klocker hanno realizzato una simulazione ad alta risoluzione delle correnti oceaniche e del ghiaccio marino, del trasporto di calore e di altri fattori per ottenere i loro risultati. Gayen ha affermato: “L’oceano è estremamente complesso e finemente bilanciato. Se questo attuale ‘motore’ si rompe, potrebbero esserci gravi conseguenze, tra cui una maggiore variabilità climatica, con estremi maggiori in alcune regioni e un riscaldamento globale accelerato dovuto a una riduzione della capacità dell’oceano di agire come pozzo di carbonio”. L’ACC funge da barriera contro le specie invasive, come gamberetti o molluschi che da altri continenti raggiungono l’Antartide. Man mano che l’ACC rallenta e si indebolisce, aumenta la probabilità che tali specie raggiungano il fragile continente antartico, con un impatto potenzialmente grave sulla catena alimentare, che potrebbe, ad esempio, modificare la dieta disponibile dei pinguini antartici. Oltre quattro volte più potente della Corrente del Golfo, l’ACC è una parte fondamentale del “nastro trasportatore oceanico” mondiale, che sposta l’acqua in tutto il mondo, collegando gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, ed è il meccanismo principale per lo scambio di calore, anidride carbonica, sostanze chimiche e biologia attraverso questi bacini oceanici. I ricercatori hanno utilizzato il supercomputer e simulatore climatico più veloce d’Australia, GADI, situato presso l’Access National Research Infrastructure di Canberra. Il modello di base (ACCESS-OM2-01) è stato sviluppato nel corso di diversi anni da ricercatori australiani di varie università. Il dott. Sohail ha affermato che si prevede che il rallentamento sarà simile anche nello scenario con emissioni più basse, a patto che lo scioglimento dei ghiacci acceleri come previsto in altri studi. La nuova ricerca, affermano gli autori, è in contrasto con studi precedenti che suggerivano che l’ACC potrebbe accelerare a causa delle maggiori differenze di temperatura alle diverse latitudini dell’oceano, causate dal cambiamento climatico. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Scioglimento dei ghiacci sta rallentando la corrente oceanica più forte della Terra
(3 Marzo 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla