Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Nuova tecnologia ripulisce il mare dallo iodio radioattivo

(14 Marzo 2025)

Roma – Grazie a un nuovo strumento organico sarà possibile ripulire il mare dalla contaminazione di iodio radioattivo e estrarre quello non radioattivo in maniera efficace ed efficiente. È quanto emerge da uno studio guidato dall’ Università di Hainan e pubblicato su Research. Lo iodio è un elemento cruciale in vari settori, ma è uno degli elementi non metallici meno abbondanti sulla Terra. Sebbene l’acqua di mare contenga circa il 70 per cento delle riserve mondiali di iodio, le sue basse concentrazioni, rendono difficile l’estrazione. Inoltre, lo iodio radioattivo, che viene rilasciato durante gli incidenti nucleari, presenta rischi significativi a lungo termine per gli ecosistemi marini e la salute umana. Pertanto, c’è un urgente bisogno di strategie efficaci sia per estrarre lo iodio dall’acqua di mare sia per affrontare l’inquinamento da iodio radioattivo. Gli autori del nuovo studio hanno realizzato una struttura organica supramolecolare (SOF) che ha dimostrato la capacità di rimuovere il 79 per cento dell’inquinamento da iodio in un ambiente contaminato simulato. Nell’acqua di mare naturale, raggiunge una capacità di adsorbimento di iodio ultra elevata di 46 mg g −1 in un periodo di estrazione di 20 giorni. “L’estrazione sostenibile di iodio dall’acqua di mare non è solo fondamentale per soddisfare la crescente domanda globale, ma anche essenziale per mitigare i rischi ecologici posti dall’inquinamento da iodio radioattivo”, ha affermato l’autore principale Ning Wang. “I materiali innovativi possono contribuire al settore migliorando la selettività e la capacità di estrazione di iodio dall’acqua di mare. I nostri risultati mostrano una strategia efficace per la fabbricazione di materiali SOF 3D multidimensionali e presentano anche un materiale promettente per la cattura di iodio dall’acqua di mare”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla