Valentina Di Paola

Il ghiaccio sulla Luna potrebbe essere più comune del previsto

(6 Marzo 2025)

Roma – A pochi centimetri dalla superficie lunare, il ghiaccio potrebbe essere molto più comune di quanto ipotizzato finora, e non limitarsi alle sole regioni polari. Questa la curiosa teoria che emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment, condotto dagli scienziati del Physical Research Laboratory di Ahmedabad, in India. Il team, guidato da Durga Prasad, ha analizzato i dati raccolti nell’ambito della missione Chandrayaan-3. I ricercatori hanno valutato le misurazioni indirette delle variazioni delle temperature superficiali. L’esplorazione e la permanenza a lungo termine sulla Luna, spiegano gli esperti, dipenderanno fortemente dalla possibilità di estrarre ghiaccio sulla superficie del satellite. Le uniche precedenti misurazioni dirette della temperatura superficiale lunare sono state effettuate durante le missioni Apollo degli anni ’70. Tuttavia, i lander del programma erano atterrati vicino all’equatore, a diverse migliaia di chilometri dai siti di atterraggio proposti per future missioni con equipaggio. Gli scienziati hanno analizzato le letture della temperatura rilevate sulla superficie lunare e a una profondità di 10 centimetri sotto da ChaSTE, un esperimento di sonda di temperatura sul lander Vikram di Chandrayaan-3, che è atterrato al limite della regione del polo sud. Gli autori hanno scoperto che le temperature in questa regione raggiungevano picchi di 82 °C durante il giorno, per poi calare a -168,15 °C durante la notte. Tuttavia, è stata misurata una temperatura di picco inferiore di 59 °C in un’area piana a circa un metro dal lander. Utilizzando i dati raccolti dalla missione indiana, gli esperti hanno ottenuto un modello per ricostruire in che modo l’angolo di pendenza influenzi la temperatura superficiale. Tale approccio ha rivelato che nelle zone lontane dal Sole, un pendio con un angolo maggiore di 14° potrebbe essere abbastanza freddo da far accumulare ghiaccio vicino alla superficie. Questi risultati, concludono gli autori, suggeriscono che le aree lunari adatte alla formazione del ghiaccio potrebbero essere più numerose e più semplici da raggiungere di quanto ipotizzato in precedenza.(30Science.com)

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Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).