Valentina Di Paola

Il cemento e il calcestruzzo possono diventare più sostenibili

(19 Marzo 2025)

Roma –  Utilizzando acqua di mare, elettricità e anidride carbonica è possibile realizzare un nuovo materiale da costruzione a emissioni negative di carbonio, ecosostenibile e resistente. A dimostrarlo gli scienziati della Northwestern University, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Advanced Sustainable Systems per rendere noti i risultati del proprio lavoro. Il team, guidato da Alessandro Rotta Loria e Louis Berger, ha sviluppato un materiale da costruzione innovativo e sostenibile. Con le temperature medie in costante aumento, i ricercatori di tutto il mondo stanno esplorando approcci innovativi per catturare l’anidride carbonica dall’atmosfera e immagazzinarla nel sottosuolo in modo che non provochi ulteriori danni al pianeta. La nuova strategia proposta dagli autori permetterebbe di stoccare la CO2 in modo permanente, trasformandola in materiali che possono essere utilizzati nella produzione di calcestruzzo, cemento, intonaco e vernice. Derivati da minerali a base di calcio e magnesio, questi prodotti spesso provengono da aggregati tipo sabbia, attualmente estratta da montagne, letti di fiumi, coste o fondali oceanici. “In collaborazione con la multinazionale messicana dell’edilizia Cemex – riporta Rotta Loria – abbiamo ideato un approccio alternativo che sfrutta elettricità e CO2 per ottenere materiali simili alla sabbia nell’acqua di mare, una risorsa naturalmente abbondante”. Per generare il materiale, gli autori hanno inserito elettrodi in acqua di mare, applicando una corrente elettrica, che ha diviso le molecole d’acqua in gas idrogeno e ioni idrossido. Con la corrente accesa, i ricercatori hanno fatto gorgogliare anidride carbonica nel liquido. Questo processo ha cambiato la composizione chimica dell’acqua, aumentando la concentrazione di ioni bicarbonato. Infine, gli ioni idrossido e bicarbonato hanno reagito con altri ioni disciolti, come calcio e magnesio, che si trovano naturalmente nell’acqua di mare. La reazione ha prodotto minerali solidi, tra cui carbonato di calcio e idrossido di magnesio. Il carbonato di calcio agisce direttamente come un pozzo di carbonio, mentre l’idrossido di magnesio sequestra il carbonio attraverso ulteriori interazioni con la CO2. Gli scienziati spiegano che il processo ricorda la tecnica usata dai coralli e dai molluschi per formare le loro conchiglie, che sfrutta l’energia metabolica per convertire gli ioni disciolti in carbonato di calcio. Variando la tensione, la corrente elettrica, la portata, la tempistica e la durata dell’aggiunta di CO2, le sostanze risultavano più o meno porose, dense, dure o resistenti. “Il nostro approccio permette una notevole flessibilità – conclude Rotta Loria – i materiali risultanti potrebbero essere utilizzati nel calcestruzzo come sostituti di sabbia e/o ghiaia, oppure nella produzione di cemento, intonaco e vernice. L’industria del cemento è responsabile dell’8 per cento delle emissioni globali di CO2. Ridurre questo valore sarebbe sicuramente positivo per il pianeta”. (30Science.com)

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Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).