Valentina Arcovio

Cnr: in un film uno sguardo nuovo su Fara in Sabina

(18 Marzo 2025)

Roma – Cinema, teatro, letteratura e computer grafica si fondono in questa inedita rappresentazione del borgo, nella quale la comunità riconosce se stessa e il suo “habitat”, ma lo guarda con nuovi occhi. Il film “Nel cielo di Fara, pietre e ali d’angelo” realizzato dal Cnr – Ispc su Fara in Sabina (Rieti), nell’ambito del Progetto ‘Innova Patrimonio’, ha vinto il primo premio come miglior film alla 5° edizione del Tuscany Web Festival, evento internazionale del cinema indipendente. Il film racconta in modo nuovo questo piccolo centro del Lazio, attraverso recitazioni attoriali, ricostruzioni virtuali, ambienti di mixed reality, projection mapping. La competizione ha visto 316 opere iscritte, provenienti da 39 paesi nel mondo e 72 Finaliste. Il film “Nel cielo di Fara, pietre e ali d’angelo”, candidato nel 2024, ha ricevuto il riconoscimento nel marzo 2025; la cerimonia di premiazione si svolgerà il 18-19 ottobre 2025 presso la presso la Fondazione Giuseppe Lazzareschi a Porcari, in provincia di Lucca. Innova Patrimonio è un progetto finanziato dalla Regione Lazio, nato per la valorizzazione turistica del territorio periferico e, in particolare i borghi antichi, che vede la collaborazione di Istituti di Ricerca e imprese. I partner che hanno contribuito alla realizzazione del docufilm sono: Cnr- Ispc, Teatro POTLACH, in collaborazione con SD Cinematografica. Le attività del Cnr Ispc si sono concentrate su Fara in Sabina, in provincia di Rieti, dove oggi vivono meno di 200 residenti. La tradizionale impostazione descrittiva di itinerari e monumenti viene sostituita da una rappresentazione drammaturgica di storie, di modi di vivere e dimensioni immaginarie che costituiscono i caratteri irriducibili e unici della vita profonda di un borgo. Gli attori del teatro, attraverso i personaggi che hanno creato in tanti anni per i loro spettacoli, raccontano la storia e la vita del paese e il carattere dei suoi abitanti: percorrono i vicoli, e le piazze, sostano sui muri, attraversano giardini e cantine, entrano nelle case. Incontrano e si confrontano con gli abitanti che continuamente entrano ed escono dalle storie, vi portano le loro passioni, i mestieri e gli oggetti, talvolta rari, che custodiscono nelle loro case. “Per rendere questa dimensione magica più estraniante, siamo intervenuti con apparizioni virtuali, ma anche con proiezioni digitali a scala urbana”, spiega Eva Pietroni del Cnr-Ispc. “Ad esempio, il museo civico archeologico ‘esplode’ in video mapping nello spazio esterno della piazza. Gli oggetti della civiltà sabina e romana, digitalizzati in 3D, vengono proiettati – continua – sulle facciate dei palazzi ed entrano in relazione con gli abitanti di oggi, anch’essi ripresi in video, ingigantiti e proiettati sulle facciate, mentre raccolgono quei manufatti, li osservano, li scambiano”. L’oggetto più prezioso è il Carro del Principe sabino, decorato in lamine di bronzo istoriate, proveniente da una tomba monumentale del VI sec. a.C. nella necropoli di Colle del Forno. (30Science.com)

Valentina Arcovio