Roma – “Per ora non misuriamo alcun tipo di processo che ci dia evidenza di un’eruzione imminente” così Francesca Bianco, direttrice del dipartimento Vulcani dell’Ingv, parlando nel corso del punto stampa convocato dopo la scossa di magnitudo 4.4 registrata stanotte nell’area dei Campi Flegrei. La Bianco ha aggiunto: “La direttività dell’evento avvenuto stanotte nell’area dei Campi Flegrei è stata molto sviluppata e marcata. Questa trasmissione dell’energia è avvenuta verso est, quindi verso la città di Napoli”. “Il terremoto di magnitudo 4.4 ai Campi Flegrei di questa notte – ha aggiunto Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv – è stato chiamato dagli ingegneri uno stress test per la capacità egli edifici di reagire a questo tipo di eventi. Ha visto una accelerazione al suolo tra le più forti registrate molto intensa e localizzata in prossimità dell’epicentro. Il massimo sul bordo della Solfatara e alla stazione sul fondo marino”, “Quello che sappiamo – ha aggiunto De Vito – è che i segnali ci indicano che il processo sta continuando con una intensità variabile nel tempo, ma sempre molto sostenuta. Possiamo aspettarci altra sismicità. Rispetto agli anni ’80 il sollevamento del suolo era di 14 centimetri al mese. Le due situazioni sono abbastanza diverse. Nell’84 il suolo si alzò di 185 cm in due anni”. Le dichiarazioni in questione fanno eco a quanto dichiarato in una intervista a Uno Mattina da Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv “Finché continuerà questo sollevamento continueremo ad avere dei terremoti. Questa sismicità è ovviamente legata all’attività del vulcano, quindi, c’è, chiaramente, anche un degassamento importante, di cui dobbiamo tenere conto ma dobbiamo considerare anche che in passato queste velocità di sollevamento sono stati di gran lunga superiori”. Alla domanda “ci dobbiamo preoccupare?” il presidente dell’istituto ha replicato ricordando che si ha a che fare “con un vulcano attivo, e non lo possiamo governare, non c’è assolutamente modo di fermarlo e questo vulcano ci dà tre rischi: sismico, geochimico per il rilascio di Co2 che siccome è più pesante dell’aria soprattutto negli scantinati può dare dei problemi e poi c’è il rischio eruttivo”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Campi Flegrei: Ingv, no segni di eruzione ma attesa altra sismicità
(13 Marzo 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla