Gianmarco Pondrano d'Altavilla

USA, eccessivo utilizzo del mais geneticamente modificato ha portato a parassiti più resistenti

(28 Febbraio 2025)

Roma – L’uso eccessivo negli USA di un mais geneticamente modificato per resistere al parassita della diabrotica (Diabrotica virgifera) ha portato al sorgere di parassiti più resistenti e aggressivi. E’ quanto emerge da uno studio guidato dalla Renmin University of China e pubblicato su Science. I risultati, basati sui dati di dieci stati della cosiddetta “Corn Belt” degli Stati Uniti, stimano che questo uso eccessivo sia costato agli agricoltori statunitensi 1,6 miliardi di dollari in perdite economiche, sottolineando la necessità di una maggiore trasparenza e di un migliore processo decisionale degli agricoltori nell’utilizzo delle colture geneticamente modificate. “Se le innovazioni attuali e future correlate vengono gestite come sono stati gestiti questi tipi di mais”, affermano gli autori, “rischiamo di entrare in un ciclo di rapida obsolescenza delle tecnologie transgeniche”. Le colture geneticamente modificate, in particolare quelle – come il mais in questione – che incorporano proteine insetticide di Bacillus thuringiensis (Bt), hanno notevolmente aumentato la produzione alimentare globale riducendo i danni causati dai parassiti con un impatto ambientale minimo. Tuttavia, un uso indiscriminato può portare come in questi casi a forme di resistenza dei parassiti con gravi ripercussioni. Secondo gli autori, i loro risultati evidenziano problemi sistemici assai ampi che hanno portato all’utilizzo scorretto del mais in questione. Tra questi problemi si trovano percezioni errate sui costi e i benefici complessivi del mais geneticamente modificato. Ma anche le pressioni di mercato delle aziende sementiere. Inoltre, gli agricoltori sono spesso poco informati sulle implicazioni a lungo termine dell’uso di ibridi di questo tipo. In un Policy Forum di Science collegato allo studio si legge: “Affrontare le sfide che la ricerca sottolinea richiederà di bilanciare gli incentivi a breve termine per gli agricoltori con la sostenibilità agricola e ambientale a lungo termine, assicurando che le colture Bt rimangano strumenti validi per la gestione dei parassiti”.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla