Roma – Raggiungendo gli obiettivi di generazione di energia green previsti per il 2030, i paesi europei potrebbero vedere la volatilità dei mercati dell’elettricità crollare in media del 20 per cento. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’Università di Cambridge e pubblicato su Nature Energy. Il Regno Unito e l’Irlanda sarebbero i maggiori beneficiari, con una riduzione del 44 per cento e del 43 per cento della gravità dei picchi dei prezzi dell’elettricità entro il 2030 rispetto all’anno scorso. In Germania potrebbe verificarsi un calo del 31 per cento della volatilità dei prezzi dell’elettricità, mentre nei Paesi Bassi e in Belgio i picchi dei prezzi potrebbero attenuarsi rispettivamente del 38 per cento e del 33 per cento. I ricercatori di Cambridge hanno utilizzato le strutture di calcolo ad alte prestazioni dell’Università per modellare un’ampia gamma di fattori, dalle fluttuazioni delle condizioni meteorologiche alla domanda di energia fino alla capacità di carburante, per mappare le reti attuali e future di tutti i 27 paesi dell’UE, più il Regno Unito e la Svizzera. Hanno valutato i mercati dell’elettricità nel 2030 sulla base degli impegni verso le energie rinnovabili stabiliti nei piani nazionali per l’energia e il clima di ogni nazione. La ricerca suggerisce inoltre che i prezzi all’ingrosso dell’elettricità potrebbero scendere in media di oltre un quarto in tutti i paesi presi in esame entro la fine del decennio, se si manterranno gli attuali obiettivi nazionali in materia di energie rinnovabili. “Ha senso pensare alle energie rinnovabili – concludono gli autori – come a un investimento in sicurezza, e se perdiamo lo slancio verso l’energia verde, stiamo chiaramente danneggiando il clima, ma ci stiamo anche esponendo a rischi energetici sconosciuti nel lungo periodo”. (30Science.com)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Europa, prezzi dell’energia verso stabilizzazione nel 2030
(3 Febbraio 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla