Valentina Arcovio

Omceo: in 30 anni +35% esposizione medici a radiazioni

(26 Febbraio 2025)

Roma – Nel 1980 le radiazioni cui era sottoposto un qualsiasi cittadino erano per l’80% di tipo naturale – cioè provenienti dall’ambiente – e solo il 15% di tipo medico. Oggi le radiazioni utilizzate in ambito clinico toccano circa il 50% del totale, soprattutto per l’aumento degli esami medici che ne richiedono l’uso. La principale fonte, infatti, è la tomografia computerizzata con il 77% della dose collettiva totale, spesso usata al posto della radiografia perché più precisa. Ma una Tac equivale in media a circa 250 lastre al torace. Questo problema riguarda non solo cittadini e pazienti, ma anche e soprattutto i medici che si occupano degli esami. Queste radiazioni però devono e possono essere in gran parte (70%) evitate con la radioprotezione. Per fare educazione sul tema l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Milano (OMCeOMI) ha organizzato una seconda edizione del corso di formazione a distanza – “Tutto quello che avreste voluto sapere della radioprotezione” – diretto da Daniela Origgi (vicedirettore servizio di fisica medica allo IEO di Milano) e Claudio Granata (direttore della radiologia pediatrica dell’IRCCS Burlo Garofalo di Trieste). Il tutto coordinato da Sandro Siervo dell’OMCeOMI e consigliere della Commissione Albo Odontoiatri di Milano. “Premesso che la radioattività è ovunque – spiega Roberto Carlo Rossi, presidente OMCeOMI – ed esiste da quando esiste l’uomo, le procedure mediche che impiegano radiazioni ionizzanti, cioè quelle per acquisire immagini del nostro corpo e per svolgere esami diagnostici (Raggi X, TC, Medicina nucleare e altre) o per effettuare terapie (radioterapia e medicina nucleare), sono diverse, sono molte, sono fondamentali, ma vanno impiegate con grande cura e precisione. Per questo è importantissimo conoscere i metodi per ridurre al massimo il rischio di esposizione a queste radiazioni e fornire una corretta informazione alla popolazione e ai medici. Tutto dipende infatti dalla tipologia e dalla quantità di radiazioni cui si viene sottoposti. Il rischio principale è per quella classe di medici e sanitari che sono impegnati nei reparti dove si svolgono questi esami, e che quindi rischiano esposizioni molto maggiori di un paziente che svolge un esame una sola volta all’anno. Ecco, dunque, il nostro impegno per l’aggiornamento su questo tema così rilevante”. Andrea Senna, vicepresidente dell’Ordine e presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri, precisa: “Il corso intende (in)formare sulla radiodiagnostica nel suo complesso, dal rischio alla tutela, offrendo strumenti e contenuti di utilità per la pratica clinica e di aggiornamento professionale, nella maniera più esaustiva possibile. Dopo un’introduzione sulla diversa qualità di esposizione nei vari esami radiologici, verranno affrontati temi specifici, tra questi come comunicare la dose nel referto al prescrittore e al paziente, l’informativa del consenso informato sulle radiazioni, l’esposizione e i rischi per alcune categorie di pazienti come le donne in stato di gravidanza e il paziente pediatrico. Inoltre, verrà presentato la figura dello specialista in fisica medica, figura professionale responsabile della dose ai sensi del 101/20 e della radioprotezione del paziente nell’attività complementare, così come in ambito odontoiatrico, saranno analizzati gli effetti nella pratica odontoiatrica per finire con gli aspetti legislativi. Il fisico medico, infatti, ha proprio il compito di ottimizzare l’uso delle radiazioni per minimizzare l’esposizione senza compromettere la qualità diagnostica”. Conclude Costanzo Gala, responsabile della Formazione dell’Ordine di Milano: “Il corso è stato ideato per rendere la materia fruibile e immediatamente traslabile nella pratica medica quotidiana. Per riuscire a far ciò abbiamo chiesto ai massimi esperti del mondo universitario e ospedaliero di organizzare delle lezioni che potessero illustrare ogni materia oggetto del corso sia in campo Medico Chirurgico, sia in quello Odontoiatrico per garantire una formazione di livello eccellente e aggiornata agli ultimi “update” in materia”. (30Science.com)

Valentina Arcovio