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L’insoddisfazione per l’aspetto del proprio volto può dipendere dalla fatica da Zoom

(7 Febbraio 2025)

Roma– Eccessive riunioni su piattaforme virtuali, come Zoom e Teams, che obbligano a mantenere certe espressioni del volto e specifici comportamenti potrebbero diminuire il gradimento per l’aspetto del proprio viso. È colpa secondo uno studio della Michigan State University, Stati Uniti, pubblicato su Open Acess PLOS One, della stanchezza da Zoom, molto pervasiva, tanto da spingere gli utenti a un minor uso di tecnologie e piattaforme virtuali (VM). I ricercatori sostengono che questo fenomeno potrebbe avere forti implicazioni sulla produttività sul posto di lavoro e sul benessere della persona; in buona sostanza la stanchezza da VM potrebbe alterare le relazioni fra colleghi e le interazioni in ambiente lavorativo tutte riconducibili all’introduzione di strumenti digitali e al loro eccessivo utilizzo. Gli effetti e le percezioni generate dall’adozione di VM, così come i meccanismi che determinano maggiori preoccupazioni per l’aspetto del viso, o i fattori della stanchezza da Zoom sono tematiche ancora poco esplorate su cui l’attuale studio ha provato a fare un po’ di chiarezza. In particolare i ricercatori hanno studiato le funzionalità di gestione delle impressioni, ovvero dei tools che consentono agli utenti di adattare il proprio video e quindi di modificare l’aspetto del colto, in un campione di 2.448 lavoratori americani tra cui professionisti, tecnici o ricercatori che lavoravano da remoto almeno qualche volta e che partecipavano regolarmente a riunioni virtuali per lavoro, invitati a rispondere a un sondaggio di 15 minuti, per valutare le percezioni negative riguardo all’aspetto facciale, nonché i ritocchi impiegati per migliorare il proprio video e l’uso di filtri video o avatar. Utilizzando la modellazione di equazioni strutturali per esaminare le relazioni tra ciascuno di questi fattori, dallo studio è emerso che i partecipanti che segnalavano una maggiore insoddisfazione per l’aspetto del volto erano coloro che sperimentavano anche una maggiore stanchezza da VM, facendo quindi un maggior uso di funzionalità e tools di gestione per la correzione delle espressioni facciali. La stanchezza da VM indotta dall’insoddisfazione del volto sembra dovuta al fatto che gli utenti percepiscono le VM come meno utili, influenzando l’intenzione di adottare queste piattaforme nelle riunioni sul posto di lavoro. Lo studio aiuta a comprendere i meccanismi psicologici alla base della stanchezza da VM e la sua influenza sull’adozione della tecnologia, pur considerando i limiti della ricerca fra cui il reclutamento di partecipanti esclusivamente americani e il design del sondaggio che non ha consentito di identificare le relazioni causali tra insoddisfazione per l’aspetto facciale, affaticamento da VM, comportamenti di gestione delle impressioni e le intenzioni di adottare VM. Studi futuri dovranno quindi includere partecipanti provenienti da diversi contesti culturali e approfondire il modo in cui le attuali funzionalità VM facilitano la comunicazione sul posto di lavoro e il possibile supporto al benessere o alle esigenze socio-psicologiche dei lavoratori.(30Science.com)

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