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Energia: migliorate in modo significativo le prestazioni del patrimonio edilizio italiano

(20 Febbraio 2025)

Roma – La prestazione energetica del parco immobiliare nazionale certificato nel 2023 è migliorata in modo significativo, con una percentuale di edifici nelle classi energetiche meno efficienti (F e G) che per la prima volta dall’inizio delle indagini è scesa sotto il 50 per cento.

Il Quinto Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici redatto da ENEA e dal Comitato Termotecnico Italiano per l’Energia e l’Ambiente (CTI) sulla base degli Attestati di Prestazione Energetica (APE) registrati al SIAPE ha evidenziato che la prestazione energetica del parco immobiliare nazionale certificato nel 2023 è notevolmente migliorata, con una percentuale di edifici nelle classi energetiche meno efficienti (F e G) che per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni scende sotto il 50 per cento.

Il rapporto è stato presentato a Roma in un evento a cui hanno partecipato anche i presidenti di ENEA e CTI, Gilberto Dialuce e Cesare Boffa.

Dopo le opportune verifiche condotte dall’ENEA, nel 2023 sono stati registrati sul SIAPE 1,1 milioni di APE, con la quota maggiore emessa in Lombardia (21,7 per cento), seguita da Piemonte (9,2 per cento), Veneto (8,7 per cento), Emilia-Romagna (8,5 per cento) e Lazio (8,3 per cento).

Il Rapporto evidenzia un incremento di circa il 6% delle classi energetiche più efficienti (A4-B) del settore residenziale rispetto al 2022, a conferma di un miglioramento delle prestazioni energetiche. Ulteriore trend positivo è la crescita della percentuale di APE rilasciati a seguito di riqualificazioni energetiche e ristrutturazioni importanti, che pesano rispettivamente il 7,9% e il 6,4% (+2,3% e +2,4% rispetto al 2022), confermata anche dai certificati relativi a trasferimenti immobiliari e locazioni, in calo rispetto al 2022 (-5,3%), sebbene rappresentino comunque il 54,2% del campione analizzato.

L’edizione 2024 del Rapporto si è inoltre focalizzata sui nuovi strumenti e metodi di analisi sviluppati per migliorare la qualità degli APE, in particolare sulle tecniche di controllo utilizzate dai certificatori, sia durante che dopo la fase di predisposizione degli APE. Il Rapporto presenta inoltre focus sul miglioramento dei Catasti Unici Energetici (CEU) regionali, in funzione di un possibile sviluppo del Catasto Unico Nazionale, del Portale Nazionale per la Prestazione Energetica degli Edifici (PnPE2) e di altre applicazioni informatiche predisposte da ENEA.

Il rapporto illustra inoltre, riflettendo il consenso generale, i risultati di un sondaggio condotto su oltre 10.000 certificatori su aspetti significativi del processo di redazione dell’EPA, dalla qualificazione dei professionisti al recupero dei dati, alle relazioni con gli altri attori del processo, fino all’utilità percepita di questo importante strumento.

“Il Rapporto ENEA – CTI evidenzia come la certificazione energetica non sia solo uno strumento tecnico per valutare le prestazioni degli edifici e più in generale del patrimonio edilizio italiano, ma anche uno strumento per migliorarne l’efficienza, incoraggiando l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative per ridurre i consumi”, ha affermato il Presidente ENEA Gilberto Dialuce. “In un contesto di grandi sfide come la transizione energetica e la decarbonizzazione, l’APE offre l’opportunità di accrescere la cultura energetica, di incentivare comportamenti virtuosi e investimenti volti a migliorare efficienza e sostenibilità”.

“La nuova edizione del Rapporto richiama l’attenzione sul funzionamento e sui risultati significativi del meccanismo di certificazione energetica, in quanto costituisce un importante strumento di lavoro che, attraverso un monitoraggio periodico della situazione, consente al legislatore e agli operatori, nonché a ENEA e CTI che lo hanno elaborato, di valutare l’evoluzione e gli esiti delle strategie nazionali a supporto della transizione energetica e della decarbonizzazione e di individuare aree di miglioramento. Tutto ciò è confermato dai risultati positivi evidenziati nel Rapporto 2024”, ha spiegato il Presidente CTI Cesare Boffa. (30Science.com)

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