Valentina Arcovio

Studio conferma efficacia citicolina contro Parkinson

(22 Gennaio 2025)

Roma – L’utilizzo della citicolina sale sodico nella terapia di supporto per la malattia di Parkinson si conferma efficace nel contrastare i sintomi e nel migliorare la qualità della vita dei pazienti. Questo è quanto emerge da CitiPark, uno studio post-autorizzativo sull’efficacia (PAES), che arriva un anno dopo lo studio CitiPark (Citicolina Parkinson) che aveva terminato la raccolta dei dati generati dal coinvolgimento di 474 pazienti con malattia di Parkinson:. Sono 37, complessivamente, i centri ospedalieri e universitari sul territorio nazionale, specializzati in trattamento e cura delle patologie neurologiche e del Parkinson, che sono stati coinvolti, in collaborazione con un pool di aziende multinazionali, l’Associazione Italiana Psicogeriatria e la Società Italiana di Neurologia. Lo studio, randomizzato, controllato e in doppio cieco, prevedeva 6 mesi di trattamento con citicolina sale sodico o placebo per pazienti affetti da malattia di Parkinson che erano già in terapia dopaminergica. L’efficacia della citicolina è stata dimostrata come miglioramento significativo e clinicamente rilevante della scala MDS-UPDRS che misura i sintomi motori e non motori. Nella sperimentazione è stata anche confermata la sicurezza della terapia sovrapponibile al placebo. “Il risultato dello studio – dice Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Brescia, presidente della Società Italiana di Neurologia e sperimentatore principale dello studio – CitiPark è di particolare rilevo perché la citicolina si è dimostrata efficace in pazienti che già facevano la terapia standard dando quindi la possibilità di un ulteriore beneficio in termini di miglioramento dei sintomi”. La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa le cui manifestazioni sono il risultato del progressivo deterioramento delle cellule nervose presenti in una regione del cervello nota come “substantia nigra”, cellule che sono deputate alle sintesi e al rilascio della dopamina. All’esordio, i sintomi più evidenti della malattia sono legati al movimento e includono tremore, rigidità, lentezza, debolezza, problemi di equilibrio, alterazioni posturali e difficoltà nel camminare. In seguito, possono insorgere problemi cognitivi e comportamentali e può sopraggiungere anche demenza, che si verifica in circa un terzo dei pazienti. La malattia esordisce in media intorno ai 60 anni, attualmente in Italia sono circa 300mila le persone che convivono con questa patologia, mentre in tutto il mondo si contano più di 9 milioni di pazienti. La diagnosi di Parkinson che si basa sull’osservazione clinica e su specifici esami strumentali, dovrebbe essere quanto più precoce possibile, in modo tale da intervenire tempestivamente con un’opportuna terapia. La citicolina, uno psicostimolante-nootropo, è un farmaco già ampiamente utilizzato nella pratica clinica nel trattamento dei disturbi neurologici e cognitivi e per il trattamento dei pazienti con malattia di Parkinson. Si conferma quindi che questa molecola, grazie alla sua azione neuroprotettiva, apporta benefici in termini di miglioramento dei sintomi cognitivi, oltre che motori, della patologia. (30Science.com)

Valentina Arcovio