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Vulci (Vt), scoperto un tempio etrusco precedentemente sconosciuto

14 Nov, 2022
Valentina Di Paola
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(30science.com) –Roma, 14 nov. – Nei pressi del Tempio Grande di Vulci è stato rinvenuto un nuovo tempio monumentale etrusco. A riuscirci gli scienziati dell’Università di Friburgo e dell’Università di Magonza, che hanno lavorato nell’ambito del progetto Vulci Cityscape, lanciato nel 2020 allo scopo di comprendere le strategie insediative e le strutture urbanistiche della città.

Gli strati dell’edificio offrono approfondimenti su oltre mille anni di sviluppo di una delle più importanti città etrusche. Costruito nello stesso periodo del Tempio Grande, tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., il luogo di culto mostra anche dimensioni e allineamento simile al già noto Tempio Grande. Il team, guidato da Mariachiara Franceschini e Paul P. Pasieka, ha individuato il tempio nella città di Vulci, nel Lazio. La costruzione misura 45 metri per 35 ed è situata a ovest del Tempio Grande, già conosciuto sin dagli anni ’50. La replicazione di edifici monumentali simili è piuttosto rara, spiegano gli autori, e rappresenta un ritrovamento importante. “Vulci – afferma Pasieka – è una delle 12 città dell’impero etrusco e in epoca preromana fu uno dei centri urbani più importanti della regione. Abbiamo studiato l’intera area settentrionale della città, circa 22,5 ettari. Grazie alla strumentazione utilizzata, abbiamo scoperto i resti del tempio nel 2021”. “Questo lavoro – concludono gli autori – evidenzia come la nostra conoscenza dell’aspetto e dell’organizzazione delle città etrusche sia ancora piuttosto limitata. Gli strati intatti del tempio ci offrono spunti su oltre mille anni di sviluppo di una delle più importanti città etrusche. Nei prossimi step, cercheremo di approfondire l’esatta fisionomia architettonica del tempio, per conoscere meglio la religione e le strutture sociali etrusche”. (30science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).