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Valentina Di Paola

Le migliori ricercatrici secondo Research.com, la prima italiana è Silvia Franceschi, oncologa

(26 Ottobre 2022)

(30science.com) – Roma, 26 ott. – Si chiama Silvia Franceschi, è direttrice del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN), ed è stata insignita come migliore scienziata italiana del 2022. Stilata da Research.com, la prima edizione della classifica si basa sui dati raccolti da Microsoft Academic Graph e Google Scholar, e combina le informazioni relative al numero di pubblicazioni e l’H-index, un parametro relativo al prestigio dell’autrice, impostato in modo diverso a seconda delle discipline considerate. 166.880 i nomi valutati, confrontati anche in relazione alle conferenze e agli eventi a cui le scienziate sono state invitate.

Prima classificata a livello italiano, Silvia Franceschi si occupa di diverse discipline che si intersecano con varie specializzazioni, anche se i suoi studi sono prevalentemente dedicati all’epidemiologia e dell’oncologia. Il lavoro della ricercatrice interseca anche branche della scienza come demografia, ginecologia, vaccinazione, oncologia e medicina interna. Considerata 25esima nella classifica mondiale, Franceschi è stata autrice o co-autrice di ben 1.416 pubblicazioni.

Alla seconda posizione Research.com considera Speranza Falciano, dell’Università La Sapienza di Roma, specializzata in fisica delle particelle e fisica nucleare. Autrice di 1.100 articoli scientifici, Falciano ricopre il 69 posto nell’elenco delle migliori scienziate a livello mondiale. Il podio italiano si completa con Eva Negri, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. 81esima nella classifica mondiale, la scienziata si occupa di Medicina Interna e Oncologia e ha firmato ben 1.035 pubblicazioni.

La quarta migliore italiana è Silvia Priori, dell’Università di Pavia, che si occupa di Medicina e Cardiologia, seguita da Patrizia Caraveo, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il cui lavoro si incentra sull’Astronomia, l’Astrofisica e la Meccanica quantistica. Research.com riconosce poi Silvia Bordiga, dell’Università di Torino, esperta in Chimica, e Annamaria Colao, endocrinologa e oncologa dell’Università di Napoli Federico II. L’ottava posizione è occupata da Lucia Pozzetti, astronoma, astrofisica e cosmologa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Tra le prime dieci rientrano infine Marcella Brusa, e Elena Pian, astrofisiche e astronome rispettivamente presso l’Università di Bologna e l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

A livello mondiale la scienziata migliore del 2022 è JoAnn Manson, della Harvard Medical School, autrice di 2,031 pubblicazioni relative ai propri campi di interesse, che riguardano principalmente il diabete mellito, la trasmissione delle infezioni e la medicina interna. Virginia M.-Y. Lee, dell’Università della Pennsylvania, è stata invece considerata la seconda ricercatrice migliore al mondo dell’anno in corso, con 1.064 articoli firmati. L’ambito del lavoro della scienziata comprende lo studio degli enzimi e la biochimica, ma anche le neuroscienze e le patologie neurodegenerative. Al terzo posto del podio internazionale Research.com riconosce Aviv Regev, genetista e biologa molecolare presso il Broad Institute degli Stati Uniti.

“La ricerca accademica – scrivono gli autori della valutazione sul sito in cui è stata pubblicata la classifica – è ancora una professione prevalentemente maschile. Riteniamo che le ricercatrici meritino pari opportunità di essere rappresentate e lodate per i loro risultati. Il nostro obiettivo è quello di ispirare le studiose, le donne e le ragazze che sognano una carriera accademica, attraverso l’esempio di queste ricercatrici, che si sono distinte per il proprio lavoro. Speriamo che questa pubblicazione possa fornire maggiori opportunità per la scienza al femminile”. (30science.com)

 

 

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).