Roma – L’equilibrio tra le proteine MDGA2 e BDNF potrebbe prevenire i sintomi dell’autismo nei soggetti a cui è stata diagnosticata la malattia. Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Plos Biology, condotto dagli scienziati della Wenzhou Medical University e della Xiamen University. Il team, guidato da Dongdong Zhao e Yun-wu Zhang, ha utilizzato un modello murino per valutare i sintomi dell’autismo, come si manifestano e quali contromisure è possibile adottare per prevenirli. Secondo gli scienziati, nei topolini i sintomi dell’autismo emergono quando una determinata coppia di proteine nervose in competizione perde l’equilibrio. Circa l’1 per cento della popolazione mondiale è considerata affetta da Disturbo dello spettro autistico (ASD), associato a una serie di abitudini comportamentali particolari, sintomi sociali e cognitivi. Le prove sperimentali hanno rivelato che i topi con livelli ridotti di MDGA2 mostravano sintomi simili al disturbo dello spettro autistico. Nei topolini è stata inoltre osservata un’attività aumentata in alcune sinapsi nervose e livelli aumentati di BDNF, un’altra proteina neuronale che funziona attraverso il legame e l’attivazione della proteina TrkB. “Le mutazioni nel gene MDGA2 – conclude Yun-wu Zhang – potrebbero essere associate alla manifestazione dell’autismo”. Quando gli animali sono stati trattati con un peptide artificiale che imitava MDGA2 e inibiva l’attività BDNF/TrkB, i sintomi tendevano a diminuire. “Il nostro lavoro – conclude Yun-wu Zhang – rivela un nuovo ruolo di MDGA2 nel tenere a bada la segnalazione BDNF/TrkB per la normale attività neuronale eccitatoria e dimostra che la carenza di MDGA2 determina un’attivazione aberrante di BDNF/TrkB e un’attività neuronale eccitatoria elevata. Questi risultati aprono la strada a una serie di potenziali approcci innovativi per trattare i disturbi dello spettro autistico”.(30Science.com)
Valentina Di Paola
Due proteine potrebbero guidare i sintomi dell’autismo
(1 Aprile 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).