Lucrezia Parpaglioni

Tumori: ancora una bocciatura per diagnosi colon IA, ma stanno migliorando

(21 Marzo 2025)

Roma –  Una nuova linea guida pubblicata dall’American Gastroenterological Association, AGA, sulla rivista Gastroenterology, non raccomanda l’adozione universale dei sistemi CADe, Computer-Aided Detection, nella colonscopia, nonostante vi siano evidenze preliminari sulla loro capacità di migliorare il rilevamento dei polipi colorettali. Secondo lo studio, i CADe aumentano la rilevazione dei polipi, soprattutto quelli a basso rischio, ma non è dimostrato un legame diretto con la riduzione del cancro colorettale. L’ampia diffusione potrebbe portare a colonscopie più frequenti e costose, con adozione incerti nella prevenzione del cancro. Inoltre, un uso esteso potrebbe limitare l’accesso per pazienti ad alto rischio. I CADe attuali identificano principalmente lesioni facilmente rilevabili dall’occhio umano, mentre servirebbero sistemi in grado di individuare polipi difficili da localizzare. Secondo gli scienziati, la ricerca futura dovrà valutare l’impatto dei CADe sui risultati clinici, come ad esempio i tassi di cancro post-colonscopia, anziché sulla sola rilevazione di polipi. Inoltre, i ricercatori sottolineano la necessità di dati pubblici per confrontare e migliorare i modelli di intelligenza artificiale. La revisione delle prove è stata condotta con il metodo GRADE, integrando contributi di gastroenterologi in contesti comunitari e accademici. L’AGA prevede un aggiornamento delle linee guida entro 1 o 2 anni, in attesa di studi che colleghino l’uso dei CADe a miglioramenti nei risultati dei pazienti. (30Science.com)

 

Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.