Roma – Grazie alla robotica e alla stimolazione spinale è stato ripristinato il movimento degli arti di cinque pazienti che avevano avuto una paralisi. A riuscirci gli scienziati di NeuroRestore, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Science Robotics per descrivere i risultati del proprio lavoro. Il team, guidato da Grégoire Courtine e Jocelyne Bloch, ha sviluppato un sistema che integra perfettamente una neuroprotesi del midollo spinale impiantata con la robotica riabilitativa. Le lesioni del midollo spinale, spiegano gli esperti, possono inficiare notevolmente la qualità della vita, provocando gravi problemi di mobilità. La robotica riabilitativa, che si basa sull’utilizzo di dispositivi che guidano il movimento durante la terapia, ha migliorato notevolmente le possibilità di intervento, ma la sua efficacia resta limitata. Senza un coinvolgimento muscolare attivo, in effetti, il movimento assistito dalla robotica non è sufficiente a rieducare il sistema nervoso. In questo lavoro, il gruppo di ricerca ha sviluppato un nuovo approccio che potrebbe ripristinare il movimento. Il dispositivo fornisce impulsi elettrici ben sincronizzati per stimolare i muscoli in armonia con i movimenti robotici, con conseguente attività muscolare naturale e coordinata durante la terapia. La neuroprotesi migliora la mobilità immediata e favorisce al contempo il recupero a lungo termine. “L’integrazione perfetta della stimolazione del midollo spinale con la riabilitazione o la robotica – afferma Courtine – accelererà l’implementazione di questa terapia nello standard di cura e nella comunità delle persone con lesioni del midollo spinale”.. Il sistema utilizza sensori wireless per rilevare il movimento degli arti e regolare automaticamente la stimolazione in tempo reale. In una sperimentazione proof-of-concept, il team ha coinvolto cinque individui con lesioni al midollo spinale. Grazie all’approccio innovativo, i partecipanti hanno riacquistato la capacità di impegnare i muscoli durante la terapia assistita da robot, e alcuni hanno anche mostrato miglioramenti nei movimenti volontari anche dopo aver spento la stimolazione. I ricercatori hanno anche lavorato a stretto contatto con i centri di riabilitazione per testare quanto bene il sistema di stimolazione si integrasse con i dispositivi robotici ampiamente utilizzati. “Vedere in prima persona – conclude Miroslav Caban, di NeuroRestore – quanto bene questo approccio si integri con i protocolli di riabilitazione, rafforza il suo potenziale di trasformare l’assistenza per le persone con lesioni al midollo spinale fornendo un quadro tecnologico facile da adottare e distribuire in più ambienti di riabilitazione”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Con nuovo approccio ripristinato il movimento in 5 persone con paralisi
(12 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).