Roma – I detenuti sono particolarmente a rischio per quel che riguarda gli effetti del cambiamento climatico, nello specifico quando ci si riferisce a eventi estremi come gli incendi di Los Angeles. E’ quanto emerge da un articolo pubblicato su The Lancet Regional Health – Americas, a firma di due studiosi dell’Università del Colorado Katherine LeMasters e Lawrence Haber. I ricercatori si concentrano in particolare su quanto avvenuto alla prigione giovanile Barry J Nidorf Juvenile Hall, che ospita 100 giovani di una età compresa tra i 14 e i 18 anni. Durante i disastrosi incendi di Los Angeles, la struttura, su scelta del direttore che ne aveva facoltà, non fu evacuata, esponendo forzatamente i detenuti ai fumi degli incendi e allo shock di non avere una possibile via di fuga. Entrambi elementi che uniti al background degli stessi detenuti ne ha messo a serio rischio la salute. “Quello che emerge da questo caso – spiegano i ricercatori – è che il problema dell’impatto degli eventi climatici estremi sui detenuti è multifattoriale. Le persone incarcerate provengono in modo sproporzionato da contesti svantaggiati e da luoghi in cui non hanno avuto accesso all’assistenza sanitaria. Molte persone sono sproporzionatamente malate quando arrivano. Ad esempio, la prevalenza di asma tra gli individui incarcerati è doppia rispetto alla popolazione generale. Ci sono anche molti detenuti con malattie mentali che assumono farmaci psicotropi che impediscono loro di sudare, ad esempio. Gli incendi boschivi spesso portano molto calore, quindi quegli individui potrebbero soffrire. Molte di queste strutture sono anche molto vecchie e molte di esse hanno una scarsa ventilazione, il che può comportare rischi come la cenere degli incendi che entra nella struttura attraverso le prese d’aria. Molte di queste strutture sono state costruite anche in aree a rischio e ad alto rischio di calamità. Inoltre, le persone incarcerate non hanno la possibilità di decidere quando evacuare”. A fronte di questi problemi e del continuo riscaldamento del pianeta, la politica carceraria andrebbe radicalmente ripensata: “Dobbiamo migliorare i piani di evacuazione nelle carceri e nelle prigioni in modo che casi come quello accaduto a Los Angeles non si ripetano in tutto il Paese – aggiungono gli autori – Alcune strutture potrebbero sostenere che questo non è un problema per loro perché non c’è mai stato un incendio boschivo nelle vicinanze. Tuttavia, ci sono sempre più incendi boschivi e eventi di calore, quindi tutte le strutture devono essere sempre più preparate”. (30Science.com)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
I detenuti sono tra i più colpiti dal climate change
(10 Marzo 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla