Roma – Intervenire sul metabolismo, tramite una specifica terapia chetogenetica nella mezza età può favorire il benessere cerebrale, tutelando da possibili disturbi di salute mentale tipici dell’invecchiamento. Lo suggerisce uno studio della State University of New York, Stati Uniti, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), secondo cui l’assunzione del chetone monoestere D-β-idrossibutirrato eserciterebbe una azione positiva nel ristabilizzare le reti cerebrali in soggetti tra i 40 e i 60 anni. L’invecchiamento cerebrale è associato a molteplici processi degenerativi, tra cui ipometabolismo del glucosio, atrofia, malattia cerebrovascolare e deposizione di proteine beta-amiloide e tau che sono preludio di patologie come l’Alzheimer ad esempio. Tutte malattie i cui segnali ed effetti si manifestano solo in età avanzata, quando la patologia non è più, presumibilmente, in fase iniziale rendendo pertanto qualunque tipologia di intervento terapeutico inefficace. L’attuale studio sembra invece dimostrare che una terapia precoce a base di chetoni, specificatamente chetone monoestere D-β-idrossibutirrato, possa contribuire a migliorare la salute dei neuroni, indipendentemente dall’insulina. L’analisi dei dati di oltre 19.3390 pazienti sottoposti a risonanza magnetica funzionale avrebbe fatto rilevare tendenze non lineari della durata della vita dell’instabilità della rete cerebrale, che tuttavia sembrano coerenti con alcuni punti di riferimento per l’invecchiamento cerebrale a partire dalla mezza età. Inoltre, le mappe cerebrali dell’espressione genica avrebbero identificato la resistenza all’insulina neuronale come fattore determinante dell’invecchiamento cerebrale. Sulla base di queste informazioni i ricercatori hanno avviato uno studio interventistico su 101 pazienti cui è stato somministrato del chetone monoestere D-β-idrossibutirrato; che si sarebbe dimostrato in grado di aggirare la resistenza all’insulina, quindi di invertire la destabilizzazione della rete cerebrale nel momento di maggiore accelerazione dell’invecchiamento cerebrale, quando i neuroni sono ancora vitali. I risultati sembrano suggerire che trattamenti mirati alla resistenza all’insulina neuronale durante la finestra critica metabolica possano aiutare a ritardare o prevenire l’insorgenza di cambiamenti cerebrali successivi, come il declino cognitivo correlato all’età.(30Science.com)
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Una terapia chetogenica nella mezza età può favorire il benessere cerebrale
(3 Marzo 2025)

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