Roma – Il virus della varicella-zoster (VZV), noto come Herpes Zoster o Fuoco di Sant’Antonio, potrebbe essere responsabile di un sensibile aumento delle infezioni del sistema nervoso centrale (SNC), registrato nella popolazione adulta in Giappone. Evidenza che sottolinea la necessità di promuovere dele azioni di sanità pubblica, in primo luogo le campagne vaccinali contro lo VZV, specie nelle popolazioni a rischio, come gli anziani ad esempio o in pazienti con cronicità. Lo segnala uno studio della Fujita Health University School of Medicine, Giappone, pubblicato di recente su Emerging Infectious Diseases. Il VZV è un virus della famiglia degli herpes virus, ed è la prima causa della varicella nei bambini e dell’herpes zoster negli adulti. Studi decennali condotti dal 2013 e 2022 sembrano attestare una possibile correlazione tra lo VZV e acune gravi complicazioni indotte al SNC, in primis delle infezioni del SNC stesso, tale da giustificarne il marcato aumento negli adulti, osservato soprattutto a partire soprattutto dal 2019. L’analisi di campioni di liquido cerebrospinale di 615 pazienti adulti con sospette infezioni del SNC, avrebbero rilevato, infatti, nel 10,2% dei casi del DNA del VZV stesso. La meningite asettica, tra le complicazioni possibili, è stata l’infezione più comune, con un incremento passato dal 50% tra il 2013 e il 2018 all’86,8% tra il 2019 e il 2022. La vaccinazione universale contro la varicella, introdotta in Giappone nel 2014, ha ridotto gli effetti di richiamo naturale derivanti dalla riesposizione al virus, generando un rapido calo dell’immunità, quindi la possibile riattivazione del VZV. Tale associazione sembra confermata soprattutto per l’herpes zoster, ma si ipotizza possa riguardare anche le infezioni del SNC che coinciderebbe con i cambiamenti nei programmi di vaccinazione contro la varicella. L’utilizzo di una particolare metodica (le statistiche di scansione spaziale circolare di Kulldorff) ha messo in evidenzia l’incremento di infezioni del SNC correlate a VZV dal 2019 al 2022 e sebbene non si sia stata stabilita alcuna causalità diretta, sei pazienti hanno sviluppato infezioni del SNC dopo aver ricevuto i vaccini COVID-19. Nessuno dei pazienti dello studio aveva ricevuto il vaccino contro lo zoster. Questa possibile correlazione, sottolineano gli autori, rende necessaria la definizione di migliori strategie preventive, in primo luogo l’estensione delle iniziative di sanità pubblica come la vaccinazione contro lo zoster tra le popolazioni a rischio, che può prevenire importanti implicazioni sul SNC tra cui, oltre a quelle già citate, anche un aumento del rischio di demenza, inclusa la malattia di Alzheimer. Tale azione è prioritaria in relazione al costante invecchiamento della popolazione.(30Science.com)

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L’herpes zoster potrebbe aumentare il rischio di infezioni del sistema nervoso centrale negli adulti
(28 Febbraio 2025)

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