30Science.com

Gli ormoni potrebbero aiutare a prevenire rughe e capelli grigi

(25 Febbraio 2025)

Roma – Gli ormoni potrebbero essere sfruttati per trattare e prevenire i segni dell’invecchiamento come rughe e capelli grigi, secondo un nuovo studio di ricercatori dell’Università di Münster, in Germania, pubblicato sulla rivista Endocrine Reviews dell’Endocrine Society. Finora solo un numero limitato di ormoni, principalmente retinoidi topici (retinolo e tretinoina) ed estrogeni, sono stati impiegati nel trattamento degli effetti collaterali della menopausa, e soprattutto come composti anti-invecchiamento cutaneo. “Il nostro studio identifica alcuni ormoni come i principali responsabili di alcuni processi di invecchiamento della pelle, come la degradazione del tessuto connettivo che porta alle rughe, la sopravvivenza delle cellule staminali e la perdita di pigmento che causano invece l’ingrigimento dei capelli”, ha dichiarato Markus Böhm, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Università di Münster. “Alcuni di questi ormoni con proprietà anti-invecchiamento potrebbero essere utilizzati in futuro come agenti per prevenire l’invecchiamento cutaneo”. La pelle è l’organo più esteso e subisce sia un invecchiamento intrinseco (cronologico) che estrinseco, causato da fattori ambientali come l’esposizione al sole, ma è anche il più produttivo di ormoni oltre ad essere ricca delle classiche ghiandole endocrine”, ha affermato Böhm. Per comprendere meglio la connessione tra ormoni e invecchiamento cutaneo, i ricercatori hanno incentrato l’attenzione sul fattore di crescita insulino-simile 1, l’ormone della crescita, gli estrogeni, i retinoidi e la melatonina, considerati fra principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Di particolare interesse è la melatonina in quanto una molecola di piccole dimensioni, poco costosa, ben tollerata e un antiossidante diretto e indiretto, nonché un regolatore del metabolismo mitocondriale. Alcuni degli ormoni studiati dai ricercatori, inoltre, avrebbero mostrato effetti biologici inattesi sulla funzione della pelle e sull’invecchiamento dei capelli, come evidenziato da distinte sindromi da carenza genetica. Inoltre è stato indagato anche il possibile ruolo di alcuni ormoni endocrini, tra cui l’ormone stimolante α-melanocita responsabile della pigmentazione della pelle, alcuni componenti dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, ossitocina, endocannabinoidi, presenti nei prodotti a base di cannabidiolo (CBD) e i modulatori del recettore attivato dal proliferatore del perossisoma (o PPARs, Peroxisome Proliferator-Activated Receptors) di cui sono stati scoperti effetti molto promettenti sullo stress genotossico indotto dai raggi UV, cruciale nello sviluppo del fotoinvecchiamento e nella sintesi dei pigmenti nella pelle e nei capelli. “Ulteriori ricerche su questi ormoni potrebbero offrire opportunità per sviluppare nuove terapie per il trattamento e la prevenzione dell’invecchiamento della pelle”, ha concluso Böhm.(30Science.com)

30Science.com
Agenzia di stampa quotidiana specializzata su temi di scienza, ambiente, natura, salute, società, mobilità e tecnologia. Ogni giorno produciamo una rassegna stampa delle principali riviste scientifiche internazionali e quattro notiziari tematici: Scienza, Clima & Natura, Salute, Nuova Mobilità e Ricerca Italiana contatti: redazione@30science.com + 39 3492419582