Roma – Ogni anno gli animali utilizzano ben 76.000 gigajoule di energia per rimodellare i paesaggi del nostro Pianeta. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dalla Queen Mary University of London e pubblicato su PNAS. Molti processi esercitano un effetto sulla geomorfologia, vale a dire sulla modellazione dei paesaggi, ma fino ad ora il ruolo globale degli animali nei processi geomorfici era sconosciuto. Gli autori della nuova ricerca hanno stimato l’impatto geomorfico degli animali attraverso una revisione di studi su specie di acqua dolce e terrestri. Gli autori hanno trovato 603 specie, generi o famiglie selvatiche, nonché cinque taxa di bestiame, che hanno effetti geomorfici.

Una zona umida alluvionale creata dal castoro eurasiatico nel bacino del fiume Otter, Devon, Regno Unito.
Credito
Gemma Harvey
Tumuli creati dalle formiche gialle dei prati, Hertfordshire, Regno Unito.
Credito
Gemma HarveyLa misurazione della biomassa collettiva e dell’energia di tali specie geomorfiche ha portato a una stima di circa 76.000 gigajoule di energia fornita dagli animali ai processi geomorfici ogni anno. La quantità stimata di energia equivale a centinaia di migliaia di inondazioni estreme. Si stima che l’energia fornita dal bestiame sia tre ordini di grandezza superiore a quella fornita dagli animali ì selvatici. Tuttavia, esiste una significativa incertezza nelle stime, in particolare negli animali tropicali e subtropicali, tale che la quantità di energia geomorfica fornita potrebbe essere di un ordine di grandezza superiore a quella stimata. Alcuni degli animali segnalati con effetti geomorfici sono rari, endemici o minacciati. Quindi, suggeriscono gli autori, la perdita di tali animali potrebbe arrestare i processi geomorfici prima che possano essere pienamente compresi. (30Science.com)