Roma – L’usura dei parchi eolici offshore rischia di mettere in pericolo le cozze blu (Mytilus edulis). E’ quanto emerge da uno studio guidato dall’Alfred Wegener Institute (AWI) e pubblicato su Science of The Total Environment. Dopo diversi anni di servizio in condizioni meteorologiche avverse, le pale del rotore dei parchi eolici offshore sono soggette a degradazione ed erosione superficiale, rilasciando nell’ambiente notevoli quantità di emissioni di particelle. Gli autori del nuovo studio si sono chiesti se queste particelle potessero danneggiare le cozze blu, una specie presa in considerazione anche per l’acquacoltura presso gli stessi parchi eolici. In laboratorio i ricercatori hanno esposto le cozze a materiale di queste pale del rotore macinato.

Cozze sulle fondamenta di un parco eolico
Credito
Istituto Alfred Wegener
Successivamente hanno eseguito misurazioni fisiologiche per rilevare cambiamenti metabolici o presenza di elementi inorganici nelle cozze stesse. La dott. ssa Daria Bedulina, eco-fisiologa presso l’AWI spiega: “Le cozze hanno mostrato un assorbimento da moderato a pronunciato di metalli, in particolare bario e cromo. Quando si è trattato di esami fisiologici, non c’erano risultati chiari. Tuttavia, i risultati sui cambiamenti metabolici nelle cozze indicano potenziali effetti a breve termine sul loro sistema neuroendocrino e sul metabolismo degli aminoacidi”. I risultati mostrano che i parchi eolici offshore costituiscono un nuovo carico antropico per l’ambiente marino: secondo lo studio, le emissioni di particelle polimeriche dalle pale del rotore, prodotte dalla degradazione e dall’erosione superficiale dei rivestimenti e del materiale del nucleo delle pale, non dovrebbero essere sottovalutate. Le specie di cozze come la cozza blu studiata qui svolgono un ruolo chiave negli ecosistemi costieri. I banchi di cozze offrono ad esempio habitat e zone di riproduzione per una gamma di fauna marina, promuovono la biodiversità e, dato il ruolo degli animali come filtratori, preservano la qualità dell’acqua. “Per quanto riguarda l’uso – conclude Gisela Lannig, responsabile del progetto dello studio – dei parchi di eolico offshore anche per l’acquacoltura con cozze destinate al consumo umano, sono urgentemente necessarie indagini complete che combinino esperimenti di laboratorio controllati e lavoro sul campo per escludere possibili effetti sulla salute umana” . (30Science.com)