Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Per salvare l’ambiente, i bambini devono conoscere meglio gli insetti

(2 Aprile 2025)

Roma – Se i bambini vengono coinvolti in progetti di studio sul campo degli insetti, la loro sensibilità ambientale e la loro propensione a difendere la natura aumentano. È quanto emerge da uno studio guidato dall’ Università di Adelaide e pubblicato su Austral Entomology. “Come risultato del loro coinvolgimento in questo programma, gli studenti hanno espresso l’intenzione di impegnarsi ulteriormente in attività che riguardano la scienza degli insetti e la natura”, afferma la dott. ssa Erinn Fagan-Jeffries dell’Università di Adelaide, che ha contribuito allo studio “Inoltre, gli insegnanti hanno segnalato una maggiore intenzione di includere argomenti correlati agli insetti nei loro insegnamenti, il che è stato positivamente associato alle intenzioni degli studenti di cambiare comportamento a favore dell’ambiente”. I bambini coinvolti nello studio hanno partecipato al progetto di citizen science chiamato Insect Investigators , che coinvolge i piccoli allievi nell’attività scientifica di ricerca di nuovi insetti. Come risultato del loro coinvolgimento i bambini hanno espresso l’intenzione di cambiare il loro comportamento personale nei riguardi dell’ambiente, ma anche di incoraggiare gli altri a proteggere la natura. “Date le preoccupazioni globali sul rapido declino degli insetti e la crisi globale della biodiversità, i progetti di citizen science scolastici incentrati sugli insetti possono in ultima analisi contribuire a dotare gli studenti di conoscenze e azioni per promuovere la conservazione degli insetti”, afferma l’autore principale, il dott. Andy Howe, dell’Università della Sunshine Coast. “In Australia, circa il 33 percento degli insetti è formalmente descritto, i restanti esistono come ‘taxa oscuri’, a scapito delle iniziative di gestione ambientale e della biodiversità. Incoraggiare più giovani a impegnarsi nella scienza non solo genera in loro sentimenti positivi verso l’ambiente, ma aiuterà anche a formare la prossima generazione di scienziati che colmeranno il vasto divario di conoscenza esistente nel mondo degli insetti”.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla