Lucrezia Parpaglioni

Risolto il mistero dell’ecolocalizzazione dei pipistrelli

(1 Aprile 2025)

Roma – I pipistrelli modificano la loro strategia di ecolocalizzazione emettendo richiami più brevi e deboli a frequenza più alta, permettendo loro di ottenere informazioni dettagliate sui vicini più prossimi e quindi evitare le collisioni. Lo rivela uno studio guidato dall’ Istituto Max Planck per il comportamento animale, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. Utilizzando tracciamento ad alta risoluzione e registrazione ultrasonica, i ricercatori hanno studiato come i pipistrelli evitano le collisioni durante l’emersione notturna da grandi colonie, nonostante l’interferenza acustica causata dall’ecolocalizzazione simultanea di migliaia di individui. L’ecolocalizzazione è una tecnica avanzata utilizzata dai pipistrelli per spostarsi e cacciare in ambienti bui. Tuttavia, quando grandi colonie emergono simultaneamente, l’interferenza acustica può diventare un problema significativo, simile a un “cocktail party” in cui i segnali si sovrappongono. Gli autori hanno condotto ricerche sul campo nella valle di Hula in Israele, utilizzando una combinazione di tracciamento GPS ad alta risoluzione e registrazione ultrasonica per monitorare i pipistrelli dalla coda di topo maggiore. I dati sono stati raccolti durante l’emersione notturna dei pipistrelli e sono stati integrati con modelli computazionali per simulare il comportamento degli animali. I risultati mostrano che i pipistrelli, nonostante l’interferenza acustica significativa, con il 94% delle ecolocalizzazioni bloccate, sono in grado di ridurre rapidamente l’interferenza entro cinque secondi dall’uscita dalla grotta. Questo è ottenuto attraverso due strategie principali: la dispersione rapida dalla colonia e la modifica dell’ecolocalizzazione, emettendo richiami più brevi e deboli a frequenza più alta. Questo consente loro di concentrarsi sulle informazioni più rilevanti relative ai pipistrelli vicini, evitando così le collisioni. I risultati sottolineano l’adattabilità dei pipistrelli in ambienti complessi e affollati. La loro capacità di modificare la strategia di ecolocalizzazione in base alle condizioni ambientali è cruciale per la sopravvivenza. Lo studio dimostra l’importanza di osservare i comportamenti animali nel loro ambiente naturale per comprendere appieno le strategie adattive utilizzate. La ricerca fornisce nuove prospettive sulla risoluzione del problema del “cocktail party” nell’ecolocalizzazione dei pipistrelli. Le scoperte suggeriscono che i pipistrelli utilizzano strategie comportamentali sofisticate per navigare in ambienti affollati, evitando le collisioni attraverso la modifica della loro ecolocalizzazione e la dispersione rapida.(30Science.com)

 

Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.