Roma – Fattori quali sogni, emozioni e novità influenzano la memoria. Lo rivela uno studio che ha utilizzato utilizzando gli smartphone come strumenti per raccogliere dati naturalistici, guidato da Morgan Barense, dell’Università di Toronto, presentato alla conferenza annuale della Società di Neuroscienze Cognitive, CNS 2025, a Boston. I ricordi non sono semplici narrazioni lineari, ma rappresentano una rete complessa che evolve nel tempo. I dispositivi impiegati dai ricercatori hanno permesso loro di monitorare sentimenti, comportamenti ed esperienze reali, offrendo una prospettiva unica sulla formazione e trasformazione dei ricordi. Barense ha introdotto uno studio innovativo basato sull’app HippoCamera, progettata per esaminare il ruolo del sonno nella memoria autobiografica. I partecipanti hanno registrato eventi quotidiani e successivamente testato i loro ricordi dopo periodi di veglia o sonno. I risultati dimostrano che il sonno migliora la vividezza e la percezione temporale dei ricordi, preservandone la ricchezza. Inoltre, i sogni legati agli eventi registrati hanno mostrato una maggiore probabilità di essere ricordati da una prospettiva in prima persona. A lungo termine, la connessione tra gli eventi e le loro posizioni si rafforza, suggerendo che il sonno contribuisce alla riorganizzazione della memoria e alla sua stabilizzazione nel tempo. Lila Davachi, della Columbia University, ha analizzato il ruolo della novità nella formazione dei ricordi utilizzando un metodo di diario giornaliero tramite smartphone. Gli eventi nuovi sono stati ricordati con maggiore dettaglio rispetto a quelli di routine, evidenziando un “effetto di penombra” che migliora anche i ricordi adiacenti durante lo stesso giorno. Questo lavoro sottolinea l’importanza della diversità esperienziale per creare memorie durature. Elizabeth Goldfarb, della Yale University, ha esaminato l’influenza delle emozioni sui ricordi nel contesto dell’abuso di sostanze. Utilizzando gli smartphone per catturare esperienze reali. La squadra di ricerca ha scoperto che gli eventi positivi sono più facilmente organizzati e collegati nella memoria rispetto a quelli negativi. Questi risultati offrono nuove prospettive sulla validità ecologica degli studi sulla memoria e sul potenziale impatto delle emozioni reali sulla dipendenza. Gli studi presentati al CNS 2025 dimostrano come sogni, novità ed emozioni possano plasmare i ricordi autobiografici. L’integrazione degli smartphone nella ricerca neuroscientifica offre un approccio promettente per comprendere meglio la memoria nel contesto della vita quotidiana e sviluppare strategie per potenziarla.(30Science.com)
Lucrezia Parpaglioni
Come i sogni, la novità e le emozioni possono plasmare i ricordi
(1 Aprile 2025)

Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.