Roma – Il sistema educativo dovrebbe promuovere una revisione per contrastare l’ansia associata alla scuola. A sostenerlo un trio di voci femminili, che hanno presentato i loro risultati nel volume “What Can We Do When School’s Not Working?” (Cosa possiamo fare se la scuola non funziona?). Abigail Fisher, Naomi Fisher e Eliza Fricker, esperte in pedagogia, psicologia e illustrazione, evidenziano l’importanza di comprendere meglio le motivazioni alla base del rifiuto della scuola, dato che potrebbe non esistere un approccio valido per tutti gli studenti. Nel testo, le autrici esortano gli operatori di supporto educativo, i team dirigenziali e le autorità locali ad accettare che spingere i bambini a scuola non è sempre l’approccio più sano. “La mia esperienza – riporta Naomi, madre di un bambino associato ad ansia scolastica – mi ha dimostrato che quando emergono problemi con la scuola, tendiamo a localizzare il problema nei giovani e nei loro genitori. Non pensiamo abbastanza a quello che accade nell’ambiente scolastico. Credo sia importante cambiare questa prospettiva”. Nel libro, basato su ricerche, pratica clinica ed esperienza vissuta, si legge che le reazioni emotive e comportamentali dei bambini dovrebbero essere considerate come un feedback importante sul sistema, uno stimolo al cambiamento. Il volume mira a riunire diverse prospettive sulla frequenza scolastica e offrire diversi approcci per affrontare queste tematiche complesse con i giovani e le loro famiglie. “I ragazzi che non frequentano la scuola – sostengono le autrici – non hanno opportunità di imparare, e spesso vengono considerati negativamente, ma in molti casi hanno vissuto esperienze negative. Le scuole sono il luogo in cui i giovani trascorrono la maggior parte del tempo, e le evidenze scientifiche dimostrano che i sistemi a base di premi e punizioni porta gli studenti a essere meno motivati ad apprendere per il gusto di farlo”. “Creare scuole psicologicamente sane – concludono – richiede cambiamenti mirati da parte degli educatori e dei team di leadership scolastica. In aggiunta, forzare i bambini ad andare a scuola renderebbe sia l’ambiente domestico che la scuola spiacevoli, provocando stress cronico. Il nostro lavoro apre nuove possibilità, sull’importanza di concepire le reazioni dei ragazzi come un indizio di potenziali problemi. Bisogna affrontare queste sfide con coraggio”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Adolescenti, le scuole dovrebbero aiutare a contrastare l’ansia
(1 Aprile 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).