Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Riscaldamento globale, il 2% degli anfibi è già vicino al limite di tolleranza al calore

(5 Marzo 2025)

Roma – Il 2 per cento delle specie di anfibi a livello globale è già vicino ai propri limiti di tolleranza al calore a causa del riscaldamento globale, e il 7,5 per cento delle specie potrebbe superare i propri limiti fisiologici se il climate change continuerà a far sentire i suoi effetti. Sono alcuni dei risultati di uno studio guidato dall’Università del Nuovo Galles del Sud (UNSW) e pubblicato su Nature. Gli anfibi sono i vertebrati più a rischio al mondo, con oltre il 40 per cento delle specie considerate minacciate . La perdita di intere popolazioni potrebbe avere effetti a catena catastrofici. Essendo ectotermi (regolano cioè il calore corporeo tramite fonti esterne), gli anfibi sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti di temperatura nei loro habitat. Nonostante ciò, la resilienza degli anfibi all’aumento delle temperature è stata finora poco compresa e i dati a cui gli scienziati possono attingere sono limitati. Ma ora i ricercatori dell’UNSW hanno scoperto come prevedere la tolleranza al calore del 60 per cento delle specie di anfibi del mondo. Gli scienziati hanno utilizzato 2661 stime del limite di tolleranza al calore di 524 specie per generare dati per 5203 specie tramite l’imputazione dei dati, un metodo statistico che colma le informazioni mancanti utilizzando modelli tratti da dati esistenti. Per valutare quanto gli anfibi siano vulnerabili al riscaldamento climatico, i ricercatori hanno prima stimato le temperature corporee a cui gli anfibi sarebbero esposti in diversi microhabitat: terrestre, arboricolo e acquatico. Poiché gli eventi di calore estremo rappresentano la minaccia più grande per la sopravvivenza, i ricercatori hanno analizzato gli andamenti delle temperature giornaliere dell’ultimo decennio per vedere con quale frequenza gli anfibi potrebbero trovarsi ad affrontare temperature pericolosamente elevate. Infine, hanno confrontato queste temperature con i limiti noti di tolleranza al calore degli anfibi e hanno calcolato la frequenza con cui tali limiti potrebbero essere superati in diversi scenari di riscaldamento globale (attuale, +2°C, +4°C) nel loro areale geografico. “Abbiamo scoperto – spiegano i ricercatori – che 104 specie su 5203, il 2 per cento, sono già esposte al surriscaldamento in condizioni terrestri ombreggiate. E un aumento della temperatura globale di 4°C potrebbe spingere il 7,5 per cento delle specie oltre i propri limiti fisiologici”. Lo studio mette in discussione la visione delle aree maggiormente a rischio, che in precedenza si basava spesso su un gradiente di latitudine generale per valutare il rischio di surriscaldamento. “In passato si è spesso ritenuto – continuano i ricercatori – che le specie più vicine all’equatore fossero maggiormente a rischio di surriscaldamento dovuto al cambiamento climatico rispetto a quelle delle regioni temperate. Tuttavia, il nostro studio ha scoperto che le specie tropicali nell’emisfero australe sono le più colpite dagli eventi di surriscaldamento, mentre le specie non tropicali sono maggiormente colpite nell’emisfero settentrionale. Presumere che tutte le specie tropicali siano più vulnerabili di quelle temperate può essere fuorviante. Ciò che conta è valutare se l’area sperimenterà eventi di calore estremo rispetto alla tolleranza al calore della specie. Ciò richiede di allontanarsi dalle tendenze generali e identificare aree e specie specifiche a rischio”.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla