Roma – Un terzo del PIL mondiale potrebbe essere perso in questo secolo se la crisi climatica non verrà messa sotto controllo. E’ quanto emerge da un nuovo studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite (UNDP) per lo sviluppo. Il rapporto afferma anche che stabilire obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas serra e definire le politiche per raggiungerli si tradurrebbe invece in un guadagno netto pari allo 0,23 per cento del PIL globale entro la fine del prossimo decennio. Achim Steiner, segretario esecutivo dell’UNDP, ha dichiarato a una conferenza tenuta dal governo tedesco a Berlino: “La prova schiacciante che abbiamo ora è che non regrediamo se investiamo nelle transizioni climatiche. In realtà vediamo un modesto aumento della crescita del PIL, che può sembrare piccolo all’inizio, ma cresce rapidamente”. La crescita sarebbe tanto più rilevante se paragonata ai danni di una crisi climatica non tenuta sotto controllo. Le condizioni meteorologiche estreme taglieranno l’1 per cento del PIL europeo prima della metà del secolo e entro il 2050 ridurranno l’economia del 2,3 per cento all’anno. Sebbene queste cifre possano sembrare piccole, il punto cruciale è che la contrazione economica continuerebbe anno dopo anno. Per fare un paragone, la crisi finanziaria del 2008-09 ha causato una contrazione del 5,5 per cento nell’UE, ma la ripresa è iniziata nel giro di pochi anni. La contrazione dovuta alla crisi climatica sarebbe l’equivalente di una grave recessione che si verifica ogni anno. Dopo due decenni di danni di questo tipo, l’economia dell’UE cesserebbe di esistere.(30Science.com)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
OCSE, se non si affronta il climate change a rischio un terzo del PIL globale
(28 Marzo 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla