Roma – Il cambiamento climatico sta mutando le abitudini alimentari delle sardine, facendo sì che questi pesci ingeriscano una quantità superiore di microplastiche. È quanto emerge da uno studio guidato dall’Universitat Autònoma de Barcelona (UAB) e pubblicato su Environmental Pollution. I ricercatori hanno scoperto che il mutamento climatico globale ha portato a una riduzione del plancton segnatamente nel Mediterraneo. Questa diminuzione ha costretto le sardine a passare da una alimentazione diretta, che prendeva di mira appunto il plancton, a una alimentazione cosiddetta di “filtraggio” in cui i pesci filtrano piccole sostanze nutritive dall’acqua, grazie al loro stesso movimento. Questa seconda modalità di alimentazione è pero risultata anche essere maggiormente legata all’ingestione di microplastiche. Sebbene gli autori dello studio non abbiano identificato effetti negativi diretti correlati all’ingestione di fibre di plastica nelle sardine studiate, sottolineano che i mutamenti nell’ambiente, guidati da fattori come il cambiamento climatico, potrebbero svolgere un ruolo più significativo di quanto si pensasse in precedenza nel modellare il modo in cui i pesci pelagici interagiscono con i contaminanti plastici. “I risultati ottenuti in questo studio – concludono i ricercatori – offrono una visione più chiara delle possibili minacce che questa specie molto importante deve affrontare, sia dal punto di vista ecologico che per il consumo umano, e aggiungono fattori da tenere in considerazione per i futuri sforzi di conservazione” .(30Science.com)
Gallery
- Foglio con fibre di plastica (verde fluorescente) e particelle di cibo (fucsia) per una delle procedure dello studio. Credito UAB
- Sardine nelle vasche sperimentali IFREMER durante lo studio. Credito UAB
- Sardine nelle vasche sperimentali IFREMER durante lo studio. Credito UAB