Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Cina, l’area dei ghiacciai si è ridotta del 26 per cento in 60 anni

(26 Marzo 2025)

Roma – La superficie dei ghiacciai cinesi si è ridotta del 26 per cento dal 1960 a causa del rapido riscaldamento globale: 7.000 piccoli ghiacciai sono completamente scomparsi e il ritiro dei ghiacciai si è intensificato negli ultimi anni. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto del Northwest Institute of Eco-Environment and Resources dell’Accademia cinese delle scienze. A sua volta secondo un rapporto dell’UNESCO , i ghiacciai di tutto il mondo stanno scomparendo a una velocità mai vista prima: negli ultimi tre anni si è verificata la più grande perdita di massa glaciale mai registrata. I ghiacciai della Cina si trovano principalmente nella parte occidentale e settentrionale del paese, nelle regioni del Tibet e dello Xinjiang e nelle province di Sichuan, Yunnan, Gansu e Qinghai. I dati pubblicati dall’Accademia cinese delle scienze hanno mostrato che la superficie totale dei ghiacciai in Cina era di circa 46.000 chilometri quadrati, con circa 69.000 ghiacciai nel 2020. Secondo lo studio, questa cifra è da confrontare con i circa 59.000 chilometri quadrati e i circa 46.000 ghiacciai presenti in Cina tra il 1960 e il 1980. Per salvare i ghiacciai in scioglimento, la Cina ha fatto ricorso a tecnologie come coperture e sistemi di innevamento artificiale, per ritardare il processo di scioglimento. L’altopiano tibetano è noto come il terzo polo del mondo, per la quantità di ghiaccio rimasta a lungo bloccata nella natura selvaggia ad alta quota. Si prevede che la drammatica perdita di ghiaccio, dall’Artico alle Alpi, dal Sud America all’altopiano tibetano, accelererà poiché il cambiamento climatico, causato dalla combustione di combustibili fossili, fa aumentare le temperature globali. Secondo il rapporto dell’UNESCO, ciò probabilmente aggraverà i problemi economici, ambientali e sociali in tutto il mondo, con l’innalzamento del livello del mare e la diminuzione di queste importanti fonti d’acqua.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla