Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Cina, foreste vicine al limite di assorbimento del carbonio

(3 Marzo 2025)

Roma – La capacità delle foreste in Cina di immagazzinare il carbonio sta rallentando e potrebbe raggiungere nei prossimi anni il proprio limite. È quanto emerge da uno studio guidato dall’Università di Pechino e pubblicato su Forest Ecosystems. Per stimare il futuro sequestro del carbonio delle aree forestali, gli autori hanno combinato dati satellitari con dati da indagini sul campo. Grazie a queste informazioni, hanno sviluppato modelli per prevedere quanto carbonio fuori terra le foreste naturali della Cina potrebbero immagazzinare in condizioni ottimali. A differenza di studi precedenti che si basavano su stime su larga scala, questo studio ha mappato lo stoccaggio del carbonio a una risoluzione di 0,1°, rivelando significative differenze regionali. Si prevede che la zona della foresta di latifoglie decidue temperate calde, che contiene principalmente foreste giovani, vedrà il maggiore aumento nello stoccaggio del carbonio, con un aumento del 26,36 per cento entro il 2060. Al contrario, le foreste alpine dell’altopiano del Qinghai-Tibet, che sono in gran parte mature, mostreranno solo un aumento dello 0,74 per cento. “Abbiamo scoperto che le foreste in diverse fasi di crescita hanno un potenziale di stoccaggio del carbonio molto diverso”, ha affermato il Prof. Qinghua Guo, autore corrispondente. “Le foreste più giovani hanno ancora spazio per crescere, mentre quelle più vecchie stanno raggiungendo il loro limite”. La Cina ha investito molto nella protezione e riforestazione delle foreste naturali, ma questo studio suggerisce che il semplice aumento dell’area forestale non è sufficiente. Con il rallentamento del sequestro, la chiave sarà proteggere le foreste secolari, puntando però al contempo sulla prosperità delle foreste più giovani. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla