Roma – La parte anteriore e laterale del cervello, formata da corteccia prefrontale, temporale, cingolata e ippocampo, è fondamentale per la memoria associata al ricordo delle parole, e possono essere notevolmente influenzate da una comune forma di epilessia. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Brain Communications, condotto dagli scienziati dell’University College di Londra. Il team, guidato da John Duncan, ha esaminato le scansioni cerebrali di un gruppo variegato di persone, analizzando quali parti del cervello subiscono un restringimento quando si verifica una particolare difficoltà nel parlare. I risultati, commentano gli autori, mettono in luce come la rete coinvolta nella creazione e nell’immagazzinamento dei ricordi di parole sia distribuita in tutto il cervello. I dati sono particolarmente rilevanti per la comprensione di condizioni come l’epilessia, in cui i pazienti possono sperimentare difficoltà nell’articolazione. I ricercatori sperano che questi risultati possano contribuire a guidare il trattamento neurochirurgico per i pazienti con epilessia. “La capacità di ricordare e richiamare alla mente le parole – spiega Duncan – è fondamentale per la memoria quotidiana. Le scansioni MRI dettagliate sono utili a indagare sulle cause dell’epilessia e possono mostrare le aree del cervello che si restringono in determinati casi e quali farmaci possono impedirne gli effetti”. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno coinvolto 84 pazienti con epilessia del lobo temporale e sclerosi ippocampale. Queste condizioni si verificano quando una determinata area del cervello si restringe, rispettivamente nel lobo temporale e nell’ippocampo. I risultati delle scansioni cerebrali sono stati confrontati con le informazioni raccolte in 43 persone sane. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a test standardizzati per valutare la loro memoria verbale. L’analisi ha rivelato che il restringimento in determinate aree del cervello, come la corteccia prefrontale, temporale e cingolata e parti dell’ippocampo, erano collegate a una peggiore memoria per le parole nelle persone con epilessia che insorgeva nei lobi temporali. Questi risultati sono rilevanti anche per comprendere il modo in cui il cervello organizza e ricorda le parole. “Il nostro lavoro – conclude Giorgio Fiore, una delle firme principali dell’articolo – ci aiuta a comprendere come la memoria possa fallire e può aiutare a guidare la progettazione di operazioni neurochirurgiche per l’epilessia che non peggioreranno la memoria”.(30Science.com)
Valentina Di Paola
Scoperte le zone del cervello che ricordano le parole
(21 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).