Valentina Arcovio

L’odore delle feci di pinguino mette il krill in fuga

(20 Marzo 2025)

Roma – L’odore degli escrementi del pinguino Adelia, Pygoscelis adeliae, trasmesso attraverso l’acqua, è sufficiente a indurre i krill antartico, Euphausia superba, a manifestare comportamenti di fuga. Lo rivela uno studio guidato da Nicole Hellessey, ricercatrice post-dottorato presso il Bigelow Laboratory for Ocean Sciences nel Maine, pubblicato su Frontiers in Marine Science, grazie a dati raccolti durante spedizioni antartiche nel 2022. Gli esperimenti hanno dimostrato che l’odore delle feci dei pinguini induce il krill a adottare un comportamento evasivo, con movimenti a “zigzag” veloci e un aumento della velocità di nuoto, con 1,2 e 1,5 volte superiore. Inoltre, l’odore delle feci di pinguino influenza i comportamenti alimentari del krill, provocando un calo del 64% nell’ingestione di alghe, passando da 12,7 a 4,6 microgrammi di carbonio/ora per individuo. I ricercatori ritengono che il krill rilevi tracce di krill macinato o pesce presente nelle feci dei pinguini, attivando un segnale di pericolo. Questo comportamento potrebbe aumentare le probabilità di sopravvivenza in gruppo, sebbene resti da chiarire l’impatto del riscaldamento globale e dell’acidificazione degli oceani. Il krill antartico, con circa 700 trilioni di individui adulti, sta spostando le sue popolazioni più a sud a causa del cambiamento climatico. La sua capacità di risposta ai predatori è cruciale per l’equilibrio dell’ecosistema antartico, dove funge da sequestratore di carbonio e fonte alimentare per balene, foche e pinguini. “Non sappiamo ancora come la capacità del krill di percepire questi segnali chimici e il suo comportamento di fuga verso di essi potrebbe variare quando diluito in acque libere o in condizioni di riscaldamento globale o acidificazione degli oceani”, ha detto Hellessey. “Qualsiasi cambiamento nel comportamento del krill potrebbe avere un impatto importante sul futuro dell’Oceano Meridionale, poiché il krill antartico è una specie chiave in questo ecosistema”, ha aggiunto Hellessey. Gli autori suggeriscono ulteriori ricerche per identificare le sostanze chimiche specifiche nelle feci di pinguino e valutare come variazioni ambientali influenzino queste interazioni tra preda e predatore. (30Science.com)

Valentina Arcovio