Valentina Di Paola

Tumori: scoperti meccanismi con cui il cancro elude il sistema immunitario

(4 Marzo 2025)

Roma – Le cellule T possono sperimentare una grave crisi energetica a seguito del contatto con alcune cellule cancerose. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Cellular & Molecular Immunology, condotto dagli scienziati dell’Amsterdam University Medical Center e del Moffitt Cancer Center. Il team, guidato da Arnon Kater, ha analizzato il modo in cui il cancro influisce sulla gestione energetica delle cellule T. La leucemia linfatica cronica (LLC), spiegano gli esperti, rappresenta la forma leucemica più comune nell’Occidente, e colpisce principalmente gli anziani. Considerata ancora incurabile, questa malattia è associata a diverse terapie, sempre più costose. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno analizzato i meccanismi della terapia a cellule CAR-T, un approccio promettente solo nel 15 per cento dei pazienti. “Il nostro lavoro – afferma Kater – rivela che le cellule T sane aumentano notevolmente il loro assorbimento di colesterolo e grassi dopo aver identificato i loro obiettivi. Senza questo carburante, non sono in grado di proliferare. In secondo luogo, i nostri dati evidenziano che questo meccanismo non si verifica se le cellule T entrano in contatto con le cellule leucemiche”. In un lavoro precedente, gli autori avevano scoperto che i mitocontri, delle strutture che forniscono energia alle cellule T, non funzionano correttamente nei pazienti con leucemia linfatica cronica. Ora, gli autori hanno dimostrato che un farmaco esistente, che influisce sulla gestione dell’energia, ha migliorato notevolmente l’efficacia della terapia con cellule CAR T. “Speriamo che questa scoperta – commenta Javier Pinilla-Ibarz, altra firma dell’articolo – ci avvicina di un passo al rendere il trattamento con cellule T CAR più efficace per un numero maggiore di pazienti. Ancora più importante, apre la porta all’esplorazione di strategie simili in altri tumori in cui le cellule immunitarie hanno difficoltà a sostenere il loro attacco”. Gli scienziati stanno lavorando a un possibile approccio per modificare geni specifici in modo che le cellule T diventino più resistenti a questi effetti. Se questi metodi dovessero rivelarsi efficaci, potrebbero essere applicati anche ad altre forme oncologiche. “Queste prospettive – conclude Kater – sottolineano il profondo impatto del dialogo tra cellule immunitarie e cancerose sul metabolismo, interrompendo l’efficiente apporto energetico necessario per la funzione immunitaria. Ripristinare l’energia delle cellule T ha il potenziale per migliorare significativamente l’efficacia dei trattamenti attuali”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).