Roma – Il movimento fisico e quello immaginario attraverso ambienti del mondo reale potrebbero utilizzare lo stesso meccanismo neurale all’interno del cervello. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour, condotto dagli scienziati dell’University of California Los Angeles. Il team, guidato da Martin Seeber e Nanthia Suthana, ha coinvolto cinque partecipanti con epilessia, a cui erano stati impiantati elettrodi nel lobo temporale per scopi clinici. Questo lavoro, spiegano gli esperti, potrebbe contribuire a chiarire meglio il funzionamento della memoria umana in contesti del mondo neurale. La capacità del cervello di formare e richiamare memorie spaziali, affermano gli studiosi, è fondamentale per muoversi nello spazio e immaginare esperienze future. Ricerche precedenti sui roditori suggeriscono che queste funzioni dipendono da specifiche onde cerebrali, chiamate oscillazioni theta, che si verificano nell’ippocampo. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno confrontato le oscillazioni theta durante la navigazione nel mondo reale e immaginata. Durante le prove di orientamento immaginato, i partecipanti simulavano spostamenti camminando su un tapis roulant. Il gruppo di ricerca ha scoperto che i modelli di onde cerebrali erano simili nel caso della navigazione reale e in quella immaginata. Gli autori hanno anche utilizzato la modellazione per prevedere la posizione relativa di un individuo all’interno del percorso da dati neurali. Questi risultati, concludono gli scienziati, suggeriscono l’esistenza di un framework neurale comune tra realtà e immaginazione, con implicazione per la memoria e la capacità di orientamento. Tuttavia, precisano gli studiosi, saranno necessari ulteriori approfondimenti su coorti più ampie e diversificate per avvalorare questi risultati preliminari.(30Science.com)
Valentina Di Paola
Realtà e immaginazione, per il cervello sono più simili del previsto
(10 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).