Roma – I casi di malattia di Parkinson potrebbero raggiungere i 25,2 milioni in tutto il mondo entro il 2050, un incremento del 112 per cento rispetto al 2021. Questo allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sul British Medical Journal, condotto dagli scienziati dell’Ospedale Tiantan di Pechino. Il team, guidato da Tao Feng, ha utilizzato i dati del Global Burden of Disease Study 2021 per stimare la prevalenza specifica per età, genere e anno del Parkinson in 195 paesi e territori, modellando i casi dal 2022 al 2050. La malattia di Parkinson, spiegano gli esperti, è un disturbo neurologico con tassi di prevalenza e disabilità in più rapida crescita. Stando a quanto emerge dall’indagine, tra 25 anni il numero di persone colpite dalla condizione aumenterà del 112 per cento per cento rispetto al 2021, raggiungendo i 25,2 milioni di individui, con tassi più elevati in Asia orientale. L’invecchiamento della popolazione, riportano gli autori, sarà il fattore principale di questo aumento, seguito dalla crescita demografica. Secondo le stime degli scienziati, il numero più elevato di casi di morbo di Parkinson si verificherà nell’Asia orientale (10,9 milioni), seguita dall’Asia meridionale (6,8 milioni), con il minor numero di casi in Oceania e Australia. Allo stesso tempo, gli studiosi evidenziano che l’attività fisica potrebbe ridurre il numero di casi di Parkinson. Trattandosi di uno studio di modellizzazione, i ricercatori riconoscono alcune limitazioni importanti, come la scarsa disponibilità e qualità dei dati in alcune regioni, la mancanza di dati su fattori di rischio diversi da quelli demografici e l’impossibilità di prevedere con precisione la prevalenza del morbo di Parkinson in vari gruppi etnici o l’impatto del Covid-19. “È fondamentale – commentano gli autori – concentrarsi sullo sviluppo di nuovi farmaci, tecniche di ingegneria genetica e terapie di sostituzione cellulare volte a modificare il decorso della malattia e a migliorare la qualità della vita dei pazienti”. “I nostri risultati – concludono gli scienziati – potrebbero servire come aiuto nella promozione della ricerca sanitaria, nell’informazione delle decisioni politiche e nell’allocazione delle risorse”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Nel 2050, il Parkinson colpirà 25 milioni di persone
(6 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).