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L’uso di allucinogeni che richiede interventi in emergenza si associa a un rischio di morte 2,6 volte maggiore

(3 Marzo 2025)

Roma  – L’uso di allucinogeni, come ketamina, sostanze psichedeliche, psilocibina, LSD, ayahuasca e MDMA (ecstasy), che richiedono interventi in emergenza espongono a un rischio di morte 2,6 volte maggiore entro 5 anni rispetto alla popolazione generale, secondo un nuovo studio dell’Università di Ottawa, Canada, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ). L’uso di allucinogeni è aumentato rapidamente dalla metà del 2010, soprattutto in Canada dove si stima che il 5,9% delle persone abbia fatto uso di uno psichedelico come l’LSD o la psilocibina nel 2023, con picchi del 13,9% tra coloro di età compresa tra 20 e 24 anni. Ache negli Stati Uniti, l’uso di queste sostanze è raddoppiato, passando dal 3,8% del 2016 all’8,9% del 2021. L’aumento dell’uso, spiegano i ricercatori, potrebbe riflettere in parte il crescente interesse medico e sociale nell’associare gli psichedelici alla psicoterapia per i disturbi di salute mentale e da uso di sostanze. Sebbene studi di letteratura attestino che la terapia assistita in questo specifico contesto sia generalmente sicura, non vi sono ancora chiare evidenze se gli allucinogeni possano aumentare il rischio di eventi avversi, come pensieri suicidari e morte, se usati al di fuori di contesti di studi clinici attentamente controllati o in popolazioni attualmente escluse dagli studi. Per definite questa possibile relazione, i ricercatori hanno esaminato i dati sanitari dell’Institute for Clinical Evaluative Sciences inerenti a visite al pronto soccorso, ricoveri ospedalieri e visite ambulatoriali di oltre 11,4 milioni di persone in Ontario, Canada, di età compresa tra 15 e 105 anni. È emerso che sulla totalità, 7954 pazienti (0,07%) hanno ricevuto cure in acuto per l’uso di allucinogeni, facendo osservare un. rischio di morte entro 5 anni quasi 10 volte superiore rispetto a quello di una persona della stessa età e sesso nella popolazione generale. Inoltre, coloro che avevano richiesto interventi in emergenza, presentavano anche più comorbilità in confronto al resto della popolazione. Tenuto conto di altre condizioni di salute mentale, dell’uso di sostanze e delle comorbilità, coloro che erano stati sottoposti a cure specifiche presentavano alla fine un rischio elevato di mortalità, 2,6 volte superiore. Tali persone vivevano in prevalenza in quartieri a basso reddito, erano senzatetto in caso di precedenti cure acute, erano residenti da lungo tempo in Canada, avevano patologie croniche e/o avevano ricevuto cure per un problema di salute mentale o un disturbo da uso di sostanze nei 3 anni precedenti. Ulteriore informazione emersa dallo studio è che le persone trattate in acuto per uso di allucinogeni associavano a un più alto rischio di morte rispetto alle persone che necessitavano di trattamenti in emergenza per abuso di alcol, ma inferiore rispetto a coloro che facevano uso di oppioidi o stimolanti che avevano richiesto un pari trattamento in acuto.(30Science.com)

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