Valentina Di Paola

Le microplastiche favoriscono la resistenza agli antibiotici

(11 Marzo 2025)

Roma – La sempre più dilagante presenza di microplastiche potrebbe favorire lo sviluppo di batteri e microrganismi resistenti agli antibiotici. Questo allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Applied and Environmental Microbiology, condotto dagli scienziati dell’Università di Boston. Il team, guidato da Muhammad Zaman e Neila Gross, ha individuato una delle tante possibili conseguenze delle microplastiche. Sebbene abbiano risalito le correnti alimentari e abbiano ormai raggiunto gli organi interni delle forme di vita sulla Terra con un ritmo allarmante, le microplastiche e soprattutto i loro impatti sulla salute sono ancora poco conosciuti. In questo lavoro, gli scienziati hanno esaminato il modo in cui un comune batterio, l’Escherichia coli, reagiva a un ambiente chiuso caratterizzato dalla presenza massiccia di microplastiche. “Le micro e le nanoplastiche sono praticamente onnipresenti – afferma Zaman – la plastica fornisce una superficie che i batteri possono colonizzare, per poi creare un biofilm, che agisce come uno scudo, mantenendo i microrganismi saldamente ancorati”. Anche se i batteri possono far crescere biofilm su qualsiasi superficie, il gruppo di ricerca ha scoperto che le microplastiche potevano sovralimentare i biofilm, a tal punto che i mix di antibiotici non riuscivano a penetrare lo scudo, che era molto più resistente rispetto a quanto osservato su altri materiali. Il tasso di resistenza agli antibiotici sulla microplastica era così alto rispetto ad altre sostanze che il gruppo di ricerca ha eseguito gli esperimenti più volte, testando diverse combinazioni di antibiotici e tipi di materiale plastico. Ogni volta, i risultati sono rimasti coerenti. “Siamo rimasti davvero sorpresi – commenta Zaman – il nostro lavoro dimostra che la plastica non è solo una possibile superficie in cui i batteri possono attaccarsi, ma ne favorisce la resistenza”. Questi risultati, sottolineano gli esperti, hanno importanti implicazioni, specialmente per le realtà più svantaggiate, dove l’uso della plastica spesso è inevitabile, date le circostanze. Secondo gli autori, ad esempio, la prevalenza delle microplastiche potrebbe aggiungere un altro elemento di rischio ai sistemi sanitari che assistono i rifugiati. Sulla base delle stime attuali, inoltre, a livello globale si verificano circa 4,95 milioni di decessi associati alle infezioni resistenti agli antibiotici. Nei prossimi step, gli scienziati precidano che sarà fondamentale capire se i dati rilevati in ambiente di laboratorio siano rappresentativi del monto esterno. “Cercheremo di indagare sul perché la plastica sia così positiva per i batteri – conclude Gross – sappiamo che si tratta di una materia particolarmente adattabile, ma è necessario capirne di più. Speriamo che il nostro lavoro possa stimolare maggiori collaborazioni tra scienziati, ingegneri e ricercatori”.(30Science.com)

 

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).