Roma – La musicoterapia può migliorare i sintomi depressivi nelle persone affette da demenza. Questo incoraggiante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Cochrane Database of Systematic Reviews, condotto dagli scienziati del Leiden University Medical Center e del Radboudumc Alzheimer Center. Il team, guidato da Jenny van der Steen, ha esaminato un insieme di 30 lavori precedenti, che coinvolgevano in totale 1.720 persone. Secondo le stime di Alzheimer’s Disease International, nel 2019 c’erano 55 milioni di persone affette da demenza a livello mondiale, e nei prossimi 25 anni tale cifra potrebbe raggiungere i 139 milioni. La demenza, spiegano gli esperti, è una condizione che si manifesta con diverse sindromi cerebrali degenerative progressive, che colpiscono memoria, pensiero, comportamento ed emozioni. Nell’ambito dell’indagine, gli studiosi hanno valutato gli effetti degli interventi terapeutici basati sulla musica, considerando benessere emotivo, qualità della vita, disturbi dell’umore, problemi comportamentali, socialità e cognizione. La maggior parte dei partecipanti si trovava in case di cura in Australia, Taiwan, Stati Uniti e diversi paesi europei. Quasi tutte le terapie includevano elementi attivi, come suonare uno strumento, e interventi recettivi, come ascoltare musica dal vivo. “I nostri risultati – commenta van der Steen – suggeriscono che la musicoterapia può rappresentare un intervento utile nelle strutture delle case di cura, offrendo benefici che vanno oltre quelli di altre attività di gruppo”. In particolare, riportano gli autori, la musica può contribuire a migliorare l’umore e i disturbi comportamentali, fornendo un approccio semplice, economico ed efficace. “La musicoterapia – aggiunge Annemieke Vink dell’ArtEZ University of the Arts – potrebbe giocare un ruolo nel ridurre l’ansia. Gli effetti a lungo termine, oltre le quattro settimane dal trattamento, potrebbero essere minori, ma restano incerti a causa del numero limitato di studi che monitorano gli effetti dopo la fine delle sessioni. Ad ogni modo, la musicoterapia sembra alleviare i sintomi depressivi”. “Speriamo che questi risultati – concludono gli autori – possano tradursi in un utilizzo sempre più diffuso di questo metodo semplice come alternativa efficace agli approcci farmacologici per il trattamento dell’ansia e della depressione legate alla demenza. Saranno tuttavia necessari ulteriori approfondimenti per capire gli effetti a lungo termine della musicoterapia, in particolare nei contesti comunitari”.(30Science.com)
Valentina Di Paola
La musica può alleviare la depressione legata alla demenza
(7 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).