Roma – Una terapia sintetica del microbioma potrebbe proteggere dai gravi sintomi delle infezioni batteriche, agendo in modo mirato ed efficace, senza l’uso di antibiotici. Questa incoraggiante prospettiva emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Cell Host & Microbe, condotto dagli scienziati della Penn State University. Il team, guidato da Jordan Bisanz, ha sviluppato un trattamento per il Clostridioides difficile, un batterio associato a una serie di sintomi, tra cui diarrea grave, dolore addominale e infiammazione del colon. Questo patogeno si sviluppa in modo incontrollato quando l’equilibrio del microbioma intestinale viene compromesso. Le nuove scoperte, sostengono gli autori, potrebbero portare alla definizione di nuove strategie probiotiche contro una serie di minacce batteriche. Il nuovo approccio si basa sull’idea dei trapianti fecali, una procedura medica in cui i batteri delle feci di un donatore sano vengono trasferiti al tratto gastrointestinale di un ricevente. Tuttavia, la metodologia proposta dal gruppo di ricerca non richiede materia fecale. Gli scienziati utilizzano ceppi di batteri meno numerosi ma più precisi che sono stati collegati alla soppressione del C. difficile. “Questo progetto – afferma Bisanz – rappresenta un primo passo nel tentativo di comprendere come le comunità microbiche complesse funzionano per influenzare l’ospite, per poi capovolgerlo e imparare a sviluppare terapie mirate al microbioma”. Il C. difficile è responsabile del 15-25 per cento della diarrea associata agli antibiotici, e il suo trattamento può essere impegnativo, dato che ha sviluppato una notevole resistenza ai farmaci. “Il trapianto fecale – spiega Bisanz – è generalmente efficace, ma in alcuni casi può portare alla trasmissione di patogeni, perché non sappiamo quali siano i microrganismi benefici e quelli che invece rappresentano una minaccia per l’organismo”. Gli autori hanno quindi raccolto informazioni sul microbioma umano da 12 lavori precedenti, utilizzando l’apprendimento automatico per concentrarsi sulle diverse specie di batteri e i loro effetti contro il C. difficile. Sono stati identificati 37 ceppi negativamente correlati al batterio e 25 positivi per la sua proliferazione. Successivamente, gli scienziati hanno raccolto i microrganismi che contrastavano C. difficile e hanno sviluppato una versione sintetica di un trapianto fecale. La terapia è stata somministrata per via orale a un modello murino, e si è dimostrata efficace di proteggere gli animali dall’infezione e, sorprendentemente, da una serie di conseguenze negative associate agli antibiotici. “L’efficacia di soppressione era notevole – conclude Bisanz – questi risultati potrebbero rappresentare la base per comprendere le complesse interazioni ospite-microbo in altre patologie, come la malattia infiammatoria intestinale”.(30Science.com)
Valentina Di Paola
Il microbioma sintetico potrebbe sostituire gli antibiotici
(3 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).